TS – “L’Inter non si nasconde! Lookman? Andrà così”. E Chivu risponde allo slogan di Conte
2025-07-28 15:23:00 Lettori di JustCalcio.com, vi riportiamo in versione integrale l’ultima notizia di calciomercato di Tuttosport:
Su Calhanoglu e “l’Inter di Chivu”
Sulle scorie della finale Champions spiega: “Siamo un gruppo maturo, con una certa esperienza, che sa gestire determinati momenti. Sappiamo accettare anche le critiche e gestire situazioni non comode a livello mentale. Le aspettative su questa squadra erano altissime a maggio, purtroppo le cose non sono andate come tutti si aspettavano. A livello mentale qualcosa subisci, c’è tanta amarezza e c’è stata tanta voglia di ottenere qualcosa di importante. Il bello del calcio è che arriva la partita o la stagione successiva e si riparte sempre da zero, anche se bisogna accettare ciò che si dice in giro. Quelle cose devono essere fonte di motivazione per il futuro, per lavorare un po’ di più e avere più ambizione”.
Cosa sta piacendo di più fino a oggi a Chivu? “La responsabilità che mi è stata data. Le ho sempre prese, le ho sempre accettate per arrivare anche ai miei obiettivi personali. È una bella sfida tornare nella società che mi ha dato tanto. Non si tratta solo di questo, ma anche di un club che è ai vertici. È importante. Io farò del mio meglio per essere all’altezza, per dare qualcosa o per far tornare qualcosa alla società che mi ha dato molto in questi ultimi 18 anni con qualche pausa. Queste sono le mie ambizioni: l’Inter è sempre nel mio cuore e voglio dare anche io qualcosa di importante”. E aggiunge: “Da allenatore ed ex giocatore penso una cosa: la differenza la fanno i giocatori. L’allenatore trasmette idee, dà un’identità, ma conta più di tutto ciò che il giocatore riesce a dare in campo. Non ho mai visto un allenatore bravo senza giocatori bravi”.
Su Calhanoglu: “Il nostro è un centrocampo numeroso. Abbiamo tanti giocatori, molto bravi e forti. Bisogna poi vedere strada facendo. La mia idea è che in alcune partite saranno in tre, in altre saranno in due. I nomi li sceglieremo in base alla loro prestazione durante la settimana, all’avversario. Calhanoglu sono contento abbia lavorato molto, che sia tornato sano. Ha tanta voglia di rifarsi, in America era molto amareggiato e deluso per non aver potuto aiutare la squadra. Era molto dispiaciuto in quella situazione, le aspettative sue e nostre erano di averlo per la seconda partita. Ha lavorato sodo, tanto in queste tre settimane e l’ho visto anche oggi molto bene“.
Chivu, il modulo di gioco e le aspettative
Come giocherà l’Inter di Chivu? “Non ho mai detto che giocherò con tre punte, ho parlato solo del centrocampo. La base di questa squadra è sempre stata 3-5-2, ma ha spesso costruito a 4 in base a come li andassero a prendere o a come volessero far male. Oggi l’occupazione del campo è sempre in base a quello che l’avversario ti concede. Il 3-5-2 può diventare 3-2-5, 4-2-4 o 4-4-2, sono cose che hanno a che fare con la dinamicità della partita. È importante accettare i duelli, cercare di vincerli: chi vince i duelli vince anche le partite. Ci concentriamo su quello, cercando di dare un’identità da subito per non essere impreparati quando ci troveremo in certe situazioni durante la stagione. Alleneremo più moduli per cambiare di partita in partita e a partita in corso”.
Ma, soprattutto, in cosa inciderà Chivu? “Spero col buonsenso, con la cattiveria, con le incazzature e con il sorriso. Devo essere al meglio preparato sugli avversari, parlo anche del mio staff. Cercherò di capire i giocatori, di parlare con loro, perché spesso pretendiamo da loro cose e ci si dimentica che abbiamo a che fare con persone e uomini che magari hanno anche loro dei problemi. Noi dobbiamo capire le loro problematiche e come fare per sistemarle. Credo molto nella comunicazione e in quello che una persona può dare a un’altra. Mi piace questo modo di lavorare e vivere. Non a caso ho fatto sei anni di settore giovanile, perché non mi sentivo pronto e non sapevo nemmeno all’inizio fare questo. Ho preferito lavorare su questo, abituarmi a essere empatico e capire bene cosa voglia dire. Ho avuto la possibilità di lavorare con ragazzi più maturi nei tre mesi di Parma e adesso ho a che fare con ragazzi con cui ho anche lavorato in passato. Mi fa piacere aver trovato grandi campioni, perché questa squadra e questi giocatori li ho sempre stimati e ammirati”.
Quanto incide partire da sfavoriti? “Non parlo di favoriti o altro. Conosco solo una via: lavorare e dare il massimo. Dobbiamo capire la cultura del lavoro, le difficoltà che arriveranno. Raccogli quello che semini. Non è giusto parlare di favoriti, poi è normale che le squadre che ambiscono a vincere il campionato a parole sono sempre le stesse. Contano però i fatti: per arrivare al dunque bisogna pedalare tanto”. C’è qualche vecchio compagno che ha scritto a Chivu? “Questa domanda me l’hanno fatta già in America. I messaggi sono sempre gli stessi, mi ha fatto piacere riceverli dai miei ex compagni. Sono felici per me, come io lo sono per quello che loro stanno facendo nella vita dopo il calcio. Ci sosteniamo a vicenda, abbiamo un bel rapporto tutt’ora. Mi ha fatto piacere rivedere Maicon in America, come Pupi, Materazzi e tutti i ragazzi che conoscono bene questo posto meraviglioso”.
