TS – ma c’è una sola condizione

TS – ma c’è una sola condizione

2025-09-11 09:01:00 Torino, l’ultimo titolo di Tuttosport:


La concorrenza di Openda

Dopo mesi trascorsi con le valige pronte, alla fine, il serbo ha scelto di restare. Di incassare tutte le fiches di quello che, con ogni probabilità, sarà il suo ultimo anno in bianconero. Anche al costo di finire ai margini delle rotazioni di Igor Tudor, che finora gli ha concesso giusto 38 minuti nelle prime due uscite di campionato. Due piccoli spezzoni, sfruttati alla grande dall’ex centravanti viola con due reti contro Parma e Genoa – quest’ultima, peraltro, pesantissima, a fissare il risultato sull’1-0 quando la partita sembrava ormai destinata a finire in pareggio. Contro l’Inter, che sia dal primo minuto – resta forte la concorrenza del neo arrivato Openda – o da subentrante, Dusan scenderà in campo con la stessa spietatezza, nella speranza di rivelarsi, ancora una volta, l’arma in più di Tudor. Il viaggio di sola andata dal centro dell’universo bianconero ai suoi margini non sembra averlo scalfito. Anzi. 

Il super attacco Juve

Chi lo osserva quotidianamente in allenamento racconta di un Dusan più sereno, ispirato, lucido e finalmente consapevole delle proprie qualità. Quasi come se si fosse liberato, una volta per tutte, del peso opprimente delle aspettative che per anni si era caricato sulle spalle. Fino alla scorsa stagione, se la Juventus faticava a segnare, la colpa – in un modo o nell’altro – ricadeva sempre su di lui. Con gli arrivi di David, Openda e Zhegrova – senza dimenticare la conferma di Chico Conceiçao – Vlahovic non sarà più il primo bersaglio dell’immaginario juventino. Solo un attaccante. Solo un uomo. Un’anomalia viva e pulsante nel cuore di un calcio che divora e dimentica.

Vlahovic a giugno addio Juve

Inutile però illudersi: non c’è mole di gol che possa portare la Juventus a rispolverare nel corso della stagione un’eventuale proposta di rinnovo. Troppa la distanza tra quanto richiesto dal suo entourage e quanto offerto dal club negli scorsi mesi. A giugno, salvo miracoli di mediazione sull’asse Comolli-Ristic, sarà addio. Meglio dunque confezionarlo nel migliore dei modi. Conviene a lui – che dovrà guadagnarsi una convocazione per il Mondiale americano, e convincere il suo futuro club a corrispondergli un ingaggio accettabile – e conviene alla Juventus, che non può prescindere dalle sue reti. Sabato sera contro l’Inter ci sarà, forse dal primo minuto, forse no. Ma avrà un’occasione. Non per cambiare le gerarchie, forse nemmeno per rilanciare la sua stagione. Ma per ricordare a tutti – compresi quelli che potrebbero essere i suoi futuri compagni – che può ancora fare la differenza.

 

 

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