TS – “Se sono più libero posso aiutare la squadra”
2025-11-09 11:41:00 Flash news da TS:
TORINO – Spostato dal centro al lato del campo, come fosse una metafora. Spostato dal centro, dove i riflettori sono più luminosi, così tanto che rischiano di accecare e mettere in difficoltà. La mossa più forte di Luciano Spalletti, dal momento del suo arrivo, è stata lo slittamento di Teun Koopmeiners sulla linea di difesa, da braccetto sinistro. L’avrà anche già fatto in carriera – come lo stesso tecnico di Certaldo aveva detto nella conferenza stampa di presentazione, quasi a voler seminare indizi che in pochi avevano colto -, ma l’intuizione è quella di chi ha alle spalle decadi sulle panchine di tutte le categorie e, soprattutto, di chi conosce alla perfezione la materia e il giocatore. Ed è un’intuizione che paga dividendi perché, anche nel Derby della Mole, l’olandese è tra i migliori in campo per la Juventus.
Juve, Koopmeiners sul nuovo ruolo
Lo stesso Koopmeiners è tornato a parlare della sua posizione nello scacchiere bianconero: “Mi sento comodo in questa posizione, posso aiutare la squadra con la mia qualità, voglio toccare la palla tante volte, voglio fare passaggi, aiutare Kenan e i centrocampisti. Posso spingere davanti e in questo ruolo posso farlo”. È, infatti, limitante definire Koopmeiners un difensore perché dal campetto di inizio match a quando l’arbitro fischia l’inizio, i movimenti del numero 8 raccontano una storia diversa, quella di chi si butta in avanti e ha tutte le intenzioni di recitare un ruolo da protagonista anche nella manovra offensiva: “Posso alzarmi come un centrocampista, se posso andare davanti quando io spingo mi sento più libero grazie ai movimenti di Cambiaso e di Kenan. Se sono più libero posso aiutare la squadra”.
Juve, Koopmeiners torna protagonista: i suoi numeri contro il Torino
Sono i numeri a raccontare il protagonismo di Koopmeiners: 124 tocchi, solo 4 in meno rispetto a Locatelli e 23 in più di Thuram, giusto per fare un raffronto con i centrocampisti; e poi, ancora, il 91% di passaggi riusciti e 7 tra recuperi e chiusure difensive. Oltre questo, poi, c’è l’intangibile. Quel continuo agitarsi di braccia a guidare la linea difensiva e in compagni davanti: quando c’è da indirizzare il pressing, ma anche quando la Juve prova a muovere palla da una porzione di campo all’altra. Un punto di riferimento, così come aveva dimostrato di poter essere già nelle primissime partite in bianconero, salvo poi finire nel vortice che lo ha tirato giù. Ed è da tale che commenta la partita contro il Torino, riportando anche le impressioni di Spalletti: “Il mister ci ha detto che dovevamo trovare Dusan perché loro spingevano e giocavano uomo contro uomo, quindi c’era spazio dietro ai loro difensori. Qualche volta ci siamo riusciti, altre un po’ meno. Abbiamo fatto una bella partita quando avevamo la palla, abbiamo pressato più alto. Ci sono mancati dei dettagli in area”. Non convocato dall’Olanda, adesso per Koop due settimane di lavoro alla Continassa con Spalletti. Può essere lui la chiave per innalzare il livello qualitativo in mezzo al campo, il ritorno di Kelly lo permette. Magari, già contro la Fiorentina il 22 novembre.
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