Storica debacle di Conte in Champions… e Napoli alle corde
2026-01-21 14:43:00 Il web è in trepidazione:
Il rapporto di Antonio Conte con il Lega dei Campioni Sembra, a questo punto, assolutamente insormontabile. L’allenatore italiano, esperto di competizioni locali e che ha vinto scudetto o Premier League, non lavora in Europa… e il pareggio di ieri sera contro il Copenaghen (1-1, nonostante abbia giocato dal 35′ in superiorità numerica) ne è stato un altro esempio. I dati, intanto, parlano chiaro: 17 vittorie, 16 pareggi e 16 sconfitte in 49 partite nonostante abbia allenato club della Juventus, Chelsea, Inter, Tottenham e Napoli. Solo con gli ‘Spurs’ non è stato campione del campionato.
La sua media punti a partita in Champions League è di appena 1,37 mentre in Serie A, ad esempio, può vantare un notevole 2,22. Numeri sconvenienti per un allenatore capace di aver vinto una Premier League, cinque Serie A, una FA Cup, due Supercoppe Italiane o uno scudetto di Serie B a inizio carriera.
Ma La Champions League… è un tabù per Conte. E il suo Napoli è solo un altro esempio. I partenopi, attuali campioni della Serie A, hanno totalizzato appena 8 punti in questa ‘fase di campionato’ (7 gol fatti, 12 subiti) e sono 23esimi… con la TOP-24 gravemente compromessa e in attesa del duello dell’ultima giornata… contro il Chelsea!
Hojlund si rammarica di un’occasione mancata contro il Copenhagen.
Il 2-0 di Lisbona contro il Benfica, l’imbarazzante 6-2 di Eindhoven contro il PSV, lo 0-0 casalingo contro l’Eintracht o il 2-0 di Manchester col City sono responsabili di questa situazione. Per non parlare, ovviamente, dell’1-1 in Danimarca contro il Copenhagen. “Potremmo avere mille attenuanti, ma oggi sono inutili, perché la partita era messa in una situazione tale che andava vinta… e oggi abbiamo dimostrato, per la quarta volta consecutiva, che facciamo fatica, soprattutto fuori casa in Champions League”, ha spiegato Conte in conferenza stampa.
Oggi dimostriamo, per la quarta volta consecutiva, che siamo in difficoltà
Piaga degli infortuni e mercato complicato
Questi fattori attenuanti sono molto chiari. Da un lato, una piaga di infortuni assolutamente critica che ha lasciato nei guai Zambo Anguissa, Lukaku (senza esordire in questa stagione), De Bruyne (assente da lungo tempo), David Neres, Gilmour, Meret, Politano e Rrahmani.
D’altro canto, il caos del mercato: e il Napoli deve firmare un mercato invernale ‘a saldo zero’ per non aver rispettato il costo del lavoro fissato dalla Serie A. Cioè deve vendere prima di firmare… ed è un ‘déjà vu’ che il tecnico pugliese sperava di non ravvivare dopo la cessione del Kvaratskhelia nel 2025: “Lo scorso gennaio è stato traumatico”.
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