Corriere dello Sport – cosa ha intenzione di fare ora e un retroscena su Zaccagni
2026-01-26 08:32:00 Fioccano commenti e discussioni a causa dell’ultima news del CdS:
Casi unici quelli che scoppiano alla Lazio. Romagnoli è finito dentro lo scontro campale tra Lotito e Sarri. Doppio effetto shock: l’addio con lacrima a Lecce, lo stop di Lotito alla partenza per il Qatar. Le parole di Sarri («Romagnoli irrinunciabile, spero in una serena salvezza») hanno spinto il presidente a togliere Alessio dal mercato spiazzando tutti. Mossa da ripicca. Ha voluto togliere almeno un alibi a Mau, lasciandogli il leader della difesa tanto rimpianto. Contemporaneamente Lotito ha scontentato Romagnoli. Venerdì aveva ottenuto il via per il Qatar a patto di giocare a Lecce. Dopo la partita ha salutato i tifosi, a sua volta è stato salutato dalla Lazio con un post sui social. Baci, abbracci, dediche contraccambiate, poi il colpo di coda del presidente: «La S.S. Lazio ribadisce che Alessio Romagnoli non è mai stato inserito sul mercato e comunica che il difensore rimarrà un giocatore biancoceleste. Nonostante le diverse richieste pervenute nelle ultime settimane, la volontà del club è ferma nel trattenere un calciatore ritenuto elemento centrale del progetto sportivo sotto il profilo tecnico, umano e di leadership all’interno del gruppo squadra», il comunicato pubblicato ieri alle 13.30.
Caos Romagnoli, che succede ora
Romagnoli non si arrende, deve dire addio a 18 milioni. Ma ha pochi margini di manovra. È sotto contratto fino al 2027, non può romperlo né esimersi. Proverà a riparlare con Sarri sperando che si spenda per liberarlo. C’è poco da implorare, nessuno crede che Lotito farà retromarcia, si è esposto platealmente, rischierebbe una figuraccia monumentale. Alessio è un uomo-bandiera, chiamato ai suoi doveri. I laziali avevano capito i motivi del suo addio, non si erano opposti alla partenza rinnegandolo, addossavano a Lotito ogni colpa del divorzio. Se sarà costretto a restare non potrà fare altro che rimettersi a disposizione. A questo punto toccherebbe al presidente la mossa: un nuovo tentativo di rinnovo. Romagnoli guadagna 3 milioni e l’aumento promesso da Lotito nel 2023, anno Champions, non è mai stato concesso. Ballavano 500 mila euro netti per ogni anno. Presidente e giocatore avevano discusso del caso nel faccia a faccia della scorsa settimana. Romagnoli rivendicava la parola data da Lotito, Lotito replicava con le sue ragioni.
Lazio, quanti casi
Lotito contro Romagnoli, Romagnoli contro Lotito. Lotito contro Sarri, Sarri che risponde a Lotito. La squadra dalla parte di Sarri. Scenate, sceneggiate, bisticci, dispetti, interviste, comunicati, contraddizioni, cambi di rotta, capriole, rovesciamenti di storie e decisioni ormai sono la norma. La Lazio annaspa nel caos e nelle guerre intestine. Rimbombano le parole di Marusic in conferenza: «Ci si accorge che l’aria è strana e pesante. Tutti i palloni persi dipendono dalla nostra situazione di testa. Dobbiamo stare insieme, uniti, e dare tutto sul campo, per questa maglia. Noi calciatori possiamo solo fare questo». Non sono piaciute quelle di Zaccagni ai tifosi, pronunciate sotto la Curva a Lecce: «Siamo soli, noi e Sarri, stateci vicini». I giocatori si sono schierati con Sarri. Presidente e tecnico sono ostaggi l’uno dell’altro come nel 2023. Hanno visioni differenti. La Lazio punta sui giovani. Per Mau giovanì sì, ma di qualità. Legge il mercato come un ridimensionamento. Sarri non si dimetterà. Lotito può solo esonerarlo. Avanti insieme finché dura. Non dura molto.
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