CdS – dal primo contatto con Ryan Friedkin al ruolo, tutti i retroscena
2026-02-06 09:33:00 In tema di news di calciomercato tiene banco in queste ore quanto riporta il Corriere dello Sport:
Sette anni. Sette lunghissimi anni sospesi tra nostalgia, rabbia e orgoglio. Sette anni da quel 17 giugno 2019 che brucia ancora come sale su una ferita mai del tutto chiusa. Gli occhi lucidi, la voce spezzata, parole che tagliavano l’aria: “Era meglio morire che vivere un giorno così. Mi dimetto, ma prima o poi tornerò. Sicuramente con un’altra proprietà“. Non era solo uno sfogo. Era una promessa. E adesso quella promessa profuma di realtà. Francesco Totti non è mai stato così vicino a casa. Alla sua casa. Alla Roma. A riaccendere la miccia è stato Claudio Ranieri, voce autorevole, oggi senior advisor della proprietà: “I Friedkin stanno pensando all’inserimento di Totti nella Roma e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma, perché lui è una parte della Roma“. Non una frase qualunque. Una dichiarazione che ha fatto tremare i cuori romanis ti come un boato sotto la Curva Sud. E infatti la memoria corre veloce, velocissima, a quel 28 maggio 2017. L’Olimpico vestito a festa e a lutto insieme, la scenografia gigante che urlava al mondo una verità scolpita nel marmo: “Totti è la Roma“. Quattro parole. Eterno presente. Mai state così attuali.
I segnali di contatto
I segnali? Chiari, concreti, inequivocabili. Qualche settimana fa Francesco è riapparso sugli spalti dell’Olimpico, per la sfida contro lo Stoccarda. Dopo oltre due anni lontano dal suo stadio. Non un passaggio casuale: invito dei Friedkin, presenza di Ryan, chiacchierata, sorrisi. Il ghiaccio? Sciolto da un pezzo. Poi il lavoro sottotraccia, quello vero. Ranieri da ponte, da uomo di fiducia che conosce Totti ma anche il progetto americano. Un progetto partito con Gasperini e con un obiettivo chiaro come il sole d’agosto su Trigoria: rilanciare la Roma sportivamente ed economicamente, riportarla nell’Europa che conta e stabilizzarla tra le grandi del calcio internazionale. E qui entra in scena il valore aggiunto, l’uomo che da solo è storia, identità e riconoscibilità globale. Mettere Totti dentro questo percorso significa alzare il volume delle ambizioni e l’intensità del legame con il popolo. Non è solo romanticismo: è visione.
Il possibile ruolo di Totti
Le parti parlano. Si confrontano. Si studiano. Non c’è fretta, c’è metodo. Il nodo è il ruolo. I Friedkin immaginano una figura istituzionale chiave, simbolo e rappresentanza. Francesco si vede operativo, dentro il motore, a contatto con direttore sportivo, allenatore e squadra. Campo, decisioni, quotidianità. Le distanze? Non sembrano muri, ma dettagli da allineare. L’obiettivo è un o: un accordo chiaro e limpido. Niente zone grigie. Stavolta no. La parola d’ordine è pazienza. La stretta finale arriverà quando il rumore di fondo si sarà spento. Quando di Totti si parlerà solo di calcio, di Roma, di futuro. L’udienza di divorzio fissata per il prossimo 21 marzo segna uno spartiacque personale che, una volta superato, può liberare definitivamente la scena. Un secondo equinozio in poche ore, tra vita privata e rinascita professionale. E allora sì che il sole potrà tornare a splendere dove è sempre stato: sopra la Roma. Sopra Francesco.
Il centenario della Roma
Quando – perché il se sembra sempre più piccolo – arriverà l’accordo, sarà un idillio a doppio senso. La Roma riabbraccerà un patrimonio sportivo e commerciale dal valore incalcolabile. Un uomo capace di parlare alla dirigenza, allo spogliatoio e al mondo intero con la stessa credibilità. Totti è brand e identità: è magnetismo emotivo. Nell’anno del centenario, nel 2027, può diventare il volto simbolo di una stagione che promette di esser e storica dentro e fuori dal campo. Sponsor, accordi, visibilità internazionale: una miniera d’oro. E poi c’è Pietralata. La posa della pri ma pietra del nuovo stadio. Un momento che segna un’epoca. E chi meglio del Capitano per rappresentarlo? Chi più di lui incarna passato, presente e futuro giallorosso? Totti vale oro. Per la crescita sportiva. Per quella economica. Per l’anima della Roma. Adesso la palla è sul dischetto: lui da una parte, i Friedkin dall’altra. In mezzo un popolo che trattiene il respiro. Perché certe storie non finiscono. Aspettano solo il momento giusto per ric ominciare. E questo momento, adesso, è incredibilmente vicino.
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Roma
