Giovanni Malagò, nuovo presidente della Federcalcio italiana
2026-06-22 15:52:00 Fa notizia quanto riportato poco fa da Marca a proposito del nostro calcio:
Giovanni Malagò è stato eletto questo lunedì presidente della Federcalcio italiana (FIGC) dopo aver battuto Giancarlo Abete, e assume le redini dell’organizzazione per ricostruirla dopo la crisi che sta attraversando, testimoniata dall’assenza della squadra da un Mondiale per la terza volta consecutiva.
Malagò, che ha presieduto il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) dal 2013 al 2025assume l’incarico di sostituire Gabriele Gravina, dimessosi dopo la crisi istituzionale scatenatasi all’epoca dell’ Azzurra fuori dalla massima manifestazione internazionale e che ha portato ad un’ondata di dimissioni. L’italiano ha vinto le elezioni con 343.048 voti ponderatiche rappresenta il 68,58%mentre Abete ha ottenuto 145.976 voti (29,17%), con il 2,25% di schede bianche.
Il programma con cui Malagò ha raggiunto la presidenza, titolato “Uniti per il futuro del calcio italiano”si concentra su ammodernamento strutturale del settore e sostenibilità finanziaria. Tra le sue misure prioritarie figurano la riforma e il rinnovamento delle infrastrutture degli stadi, l’ottimizzazione degli introiti derivanti dai diritti audiovisivi e la digitalizzazione dei processi federali. Il piano strategico del nuovo presidente prevede anche incentivi volti a promuovere le opportunità per i giovani talenti e il loro inserimento nell’élite, con l’obiettivo di restituire competitività alla squadra senior nel breve e medio termine con le giovani stelle del calcio nazionale.
Un’altra delle sfide immediate di Malagò alla guida della Figc sarà la nomina del nuovo allenatoreposizione vacante dopo l’uscita del precedente staff tecnico e che è considerata la pietra angolare per avviare il percorso di rifondazione sportiva del Azzurra. Lo riferiscono i media locali Roberto Mancini, che già guidava la Nazionale, si profila come il miglior candidato prendere il comando e guidare il nuovo progetto.
Malagò è riuscito a raccogliere i consensi necessari all’interno del complesso sistema di votazione dell’assemblea, alla quale hanno partecipato 266 delegati per un valore ponderato di 516 voti. Le elezioni sono state decisive perché hanno aperto il dibattito sulla modernizzazione del calcio, affetto da problemi quali la mancanza di competitività, la cattiva gestione dei talenti e la necessità di riforme strutturali. Il suo sistema di voto, basato su delegati di diversi settori del calcio, con diversi livelli (Serie A, Serie B, Lega Pro, calcio dilettantistico, calciatori e allenatori) lo costringe a cercare un ampio consenso e rafforza la sua dimensione politica e istituzionale.
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