TS – Enigma Zhegrova, la Juve aspetta ancora il vero debutto: perché può cambiare tutto
2026-07-16 07:22:00 Non lascia di certo indifferenti l’ultima news di Tuttosport:
Era stato il colpo dell’ultima ora dell’ultimo giorno, il colpo ultimissimo, di Damien Comolli che evidentemente lo riteneva la glassa su una torta di mercato che – nonostante avesse ingolosito moltissimi osservatori – si è rivelata di panna sì, ma acida assai. E lo stesso Edon Zhegrova ha contribuito a farla “impazzire” con un contributo alla causa che definire deficitario è davvero un eufemismo: zero gol, zero assist e (almeno) un errore che rimarrà indelebile nella memoria degli juventini e non solo. Raccolto nel giardino di casa, Comolli lo prelevò dal Lille per 14 milioni e mezzo a un mese dalla scadenza con l’aggravio, però, di una condizione fisica estremamente deficitaria a causa dei postumi per una tutt’altro che banale operazione chirurgica attraverso la quale poter risolvere i problemi di pubalgia. E, inevitabilmente, ce ne ha messo di tempo per poter tornare utilizzabile, mentre la gente si affannava a visionare i suoi filmati su Youtube (dove, pensa un po’, sembrano tutti fenomeni) e a ricordare le performance di una notte di Champions in cui fece impazzire non la panna, ma la difesa della Juve che, va detto, già non era quella roba solida e tosta cui aveva abituato la storia bianconera.
I problemi di natura tattica
Ma si sa: nei momenti di magra ci si aggrappa a tutto per illudersi di stare ancor dentro la nobiltà, così perfino gli inguardabili calzoncini portati alla cacarella hanno sollevato un afflato di simpatia iniziale. Ecco: iniziale e soprattutto durato poco perché fin da subito si è notato (almeno chi ne avesse la volontà) come faticasse assai a sostenere le due fasi di gioco in maniera efficace. Dribblomane, a volte pure troppo, in attacco ma insistente e a volte perfino pericoloso per i palloni persi in copertura. Insomma: il raggio di azione di un elemento da calcetto, più che da calcio vero. Comprensibile, dopo nove mesi di inattività forzata, ma pernicioso per i destini bianconeri e non è un caso se Spalletti abbia sollevato spesso il sopracciglio, e a volte perfino qualcosa di più, durante le sue performance.
