Tuttosport – Vlahovic, fallimento e paradosso Juve: solo CR7 pagato di più, ma dal mercato mai niente di meglio
2026-06-03 17:37:00 Fa notizia quanto riportato poco fa da Tuttosport:
Non c’è fallimento più costoso di una promessa che non diventa mai realtà. È una frase che sembra scritta apposta per raccontare la parabola di Dusan Vlahovic alla Juventus. L’avventura dell’attaccante serbo in bianconero è arrivata ai titoli di coda lasciando dietro di sé una lunga scia di aspettative tradite, occasioni mancate e numeri che fanno riflettere. Quando nel gennaio 2022 la Juventus decise di strapparlo alla Fiorentina, l’operazione venne presentata come il colpo destinato a inaugurare una nuova era. E i gol contro Verona e Villarreal illusero tutti. A distanza di quattro anni, invece, resta l’impressione di una delle operazioni più deludenti e onerose della storia recente del club. Perché Vlahovic non è stato soltanto un investimento importante: è stato il secondo giocatore più costoso della storia bianconera, secondo solo a Cristiano Ronaldo. E il rendimento non è mai stato all’altezza del conto finale.
Un investimento da oltre 150 milioni di euro
Per comprendere le dimensioni del fallimento bisogna partire dai numeri. La Juventus versa alla Fiorentina 70 milioni di euro, pagabili in tre esercizi. A questi si vanno ad aggiungere 11,6 milioni tra contributo di solidarietà e oneri accessori, oltre a ulteriori 10 milioni di bonus. Totale: 91,6 milioni di euro per il cartellino.
E dopo il cartellino, arriva il contratto. Vlahovic parte da uno stipendio netto di 7 milioni di euro a stagione, destinato a crescere progressivamente grazie a una struttura contrattuale che oggi appare di difficile comprensione. Il 30 giugno 2025 scatta il primo bonus fedeltà, facendo lievitare l’ingaggio a 10,5 milioni netti. Il 30 giugno 2026 arriva il secondo incremento, fino a quota 12 milioni. Considerando il costo lordo degli stipendi e tutti gli oneri connessi, la Vecchia Signora ha superato abbondantemente i 150 milioni di euro di investimento complessivo. Una cifra spropositata rispetto a quanto il centravanti ha realmente garantito sul campo.
Il paradosso dal mercato
C’è poi un altro aspetto che ha contribuito a mantenere elevata la considerazione di Vlahovic all’interno dell’ambiente Juventus: la mancanza di una vera alternativa. Dal suo arrivo in poi, il club non è mai riuscito a portare a Torino un attaccante capace di metterne seriamente in discussione il posto da titolare, fatta eccezione solo per i pochi mesi di Kolo Muani che infatti panchinò senza troppe paturnie Dusan. Anno dopo anno, il serbo si è ritrovato al centro del progetto più per assenza di concorrenza che per una superiorità schiacciante dimostrata sul campo. Questo ha inevitabilmente contribuito a una percezione forse superiore rispetto al rendimento effettivo. In altre grandi squadre europee, prestazioni così discontinue avrebbero probabilmente portato a una panchina più frequente o addirittura alla perdita del posto. Alla Juventus, invece, Dusan ha continuato a essere il riferimento offensivo quasi per default. Una situazione che ha finito per proteggerlo dalle conseguenze di alcuni periodi negativi e che, indirettamente, ne ha alimentato la sopravvalutazione agli occhi di una parte della tifoseria e degli addetti ai lavori.
