Calciomercato.com – Fiorentina, Vanoli: "Dobbiamo avere l'umiltà del vincente. Pioli? Basta con il passato"

Calciomercato.com – Fiorentina, Vanoli: "Dobbiamo avere l'umiltà del vincente. Pioli? Basta con il passato"

2025-11-12 19:26:00 Amici di JustCalcio.com, vi segnaliamo l’ultima notizia a tema arrivata da Calciomercato.com:

Paolo Vanoli si è presentato al Viola Park. Ecco le sue parole dalla sala stampa del centro sportivo della Fiorentina. Con lui anche il direttore generale Ferrari e il direttore sportivo Roberto Goretti.

 

LA SFIDA

So cosa rappresenta Firenze. Qui si è visto nel tempo un percorso di crescita, il presidente ha ambizione e forse era destino che accettassi questa opportunità. Queste sfide mi stimolano, mi caricano. Non ho timore: so che sarà un cammino lungo e complesso, infatti ho detto ai ragazzi di restare lucidi. Per uscire da questo momento serve tanto lavoro

MERCATO

Lasciamo da parte il mercato di gennaio. Ho sentito molti commenti sulla preparazione estiva: non voglio paragonarmi a chi mi ha preceduto e ha fatto bene per la Fiorentina, non sarebbe corretto. Dobbiamo concentrarci sulla prossima partita, che per noi è fondamentale e impegnativa

OBIETTIVI

Dobbiamo costruire una squadra vera. Lavorare gara dopo gara: il campionato ha un obiettivo diverso dalla coppa. L’errore ora sarebbe pensare troppo in là. Procediamo per piccoli passi, è un concetto essenziale. Fissiamo traguardi concreti, altrimenti rischiamo di sbagliare ancora. Ho detto ai ragazzi: “Siamo in basso, anche se siamo bravi, siamo qui sotto”. Perciò ora serve l’elmetto.

Una prima risposta l’ho avuta a Genova: c’è tanto da migliorare, ma ho già visto spirito. Ho allenato squadre che hanno vinto, con giocatori umili, non presuntuosi. Questa deve essere la nostra mentalità: lavorare con umiltà. È un posto che emoziona, guardiamo avanti senza voltarsi. Dobbiamo dare qualcosa al presidente e ai tifosi, con lavoro, equilibrio e consapevolezza

MENTALITA

È come crescere dei figli. Mia figlia mi ha detto: “Papà, ho più followers perché si è saputo che vai al Panathinaikos”. Questa è la società di oggi: bisogna educare, insegnare a comportarsi. Viviamo in un continuo “Grande Fratello”, ma io nemmeno so usare Instagram. Occorre guidare le persone, spiegare gli errori. Un po’ come quando dico ai giocatori di non parlare coi giornalisti (ride, ndr)

DIFESA

Oggi si lavora molto sui dati. Le prime undici partite ci dicono che serve intervenire su tanti aspetti, a partire dalla compattezza. Subiamo troppi gol su palla inattiva, quindi ho deciso di passare alla marcatura a uomo. Ora bisogna tornare alle basi, alle cose semplici. Poi durante la stagione si può evolvere. L’anno scorso, dopo l’infortunio di un grande attaccante (Zapata, ndr), ho dovuto riflettere e cambiare. Adesso serve chiarezza e solidità. Ai ragazzi ho detto: “Dobbiamo sempre provare a vincere, ma soprattutto evitare di perdere”»

GRUPPO

Sono qui da poco, ma ho percepito una certa fragilità nel subire gol. La paura è un sentimento negativo, e la posizione di classifica la alimenta. Però abbiamo qualità per risalire, serve l’umiltà dei forti: capire che certe partite, come a Marassi, si giocano anche con la testa. Posso garantire che questo gruppo ha fame e voglia, ma non bisogna avere fretta: si esce da questo solo con calma e continuità

FAGIOLI

È un giocatore tecnico, può fare il play o la mezzala, ma deve dimostrare il suo valore. Non posso valutare solo chi è bravo, servono risultati. Tutti devono fare un passo avanti a livello mentale: la testa viene prima dei piedi. Abbiamo cinque cambi, cioè metà squadra, e chi entra deve farlo con il giusto spirito

FORMA FISICA

Mi piace lavorare. Il centro sportivo è fantastico, si può anche dormire e riposare, quindi lo sfrutterò. È un’occasione grande e voglio valorizzarla. Stamattina abbiamo fatto i test fisici, non per valutare le condizioni attuali, ma per capire su cosa costruire il lavoro individuale. Ogni giocatore ha caratteristiche diverse: Piccoli non è Dodo. Devo sapere su quali aspetti posso spingere per migliorare ognuno di loro

GUDMUNDSSON

È lui che deve capire me, non il contrario. E deve farlo in fretta. Vale lo stesso discorso di Fagioli: sono giocatori di talento, ma serve cambiare atteggiamento. Crediamo in Albert, ma ora contano solo spirito e unità. Tutti devono correre per il compagno, a partire dagli attaccanti

ATTACCO

Abbiamo un reparto offensivo ampio. Come per la difesa, devo capire come mettere gli attaccanti nelle migliori condizioni per segnare. Kean e Piccoli hanno caratteristiche simili, ma se imparano a collaborare, in futuro potranno anche coesistere. Non è una priorità adesso: devono essere pronti a giocare singolarmente e per la squadra

PIOLI

Ho detto ai ragazzi che abbiamo la possibilità di iniziare un capitolo nuovo. Se restiamo legati al passato, sarà ancora più complicato. Nella vita si sbaglia, ma ci si può rialzare. Il primo passo l’abbiamo fatto a Genova, ma andremo avanti una partita alla volta. Guardare indietro ci farebbe solo male

FERRARI

«Se un giocatore viene convocato e va in panchina è perché ci sono le condizioni per farlo. Ci sono dei professionisti che valutano queste situazioni. Poi, se l’allenatore gli chiede se se la sente di entrare, sono cose di campo. Purtroppo Moise ha avuto un’altra botta, sta seguendo una fase di recupero e, quando starà meglio, lo comunicheremo».

«Sappiamo che il progetto con Pioli non ha portato ai risultati sperati, ma la voglia di proseguire sugli stessi obiettivi non è venuta meno. La stagione che ci aspettavamo è andata in modo diverso e ne prendiamo atto. Il presidente è una persona battagliera, che ha investito circa 500 milioni, compreso il Viola Park. Ha sempre dimostrato ambizione e attenzione, intervenendo quando serviva con aumenti su ingaggi e mercato. Adesso, però, non siamo nella posizione di chiedere un ulteriore passo avanti: dobbiamo costruircelo da soli. Sono valutazioni che facciamo insieme ogni giorno, ma il presidente è uno che le cose le porta a termine. E siamo ancora nella condizione di poterlo fare, su più fronti».

«Per quanto riguarda l’area tecnica, al momento ci sarà solo Raffaele Rubino, che affiancherà Roberto Goretti nel suo lavoro».

«Le dimissioni di Pradè? Daniele aveva deciso già alla fine della scorsa stagione che il suo ciclo poteva considerarsi concluso, ma voleva chiudere portando qualcosa di importante a Firenze. Con i tifosi qualcosa si era incrinato e dopo tanti anni era forse il momento di un cambiamento. Si è dimesso per non alimentare ulteriori polemiche e dare una scossa prima della gara di Lecce. Io ci passavo tanto tempo insieme: sono qui da otto anni e ho visto situazioni più difficili e altre più felici, quindi capisco la sua scelta. Lo ringrazio a nome della famiglia Commisso.

Con Pioli abbiamo vissuto tante partite sperando che le cose cambiassero, ma a un certo punto bisogna capire quando è il momento giusto per dare spazio a chi subentra, anche approfittando della sosta».

«Per quanto riguarda Vanoli, l’obiettivo è chiaro: abbiamo fatto delle scelte, investito sul mercato e puntato su un tecnico che potesse alzare l’asticella. La realtà però dice che oggi siamo all’ultimo posto in classifica, quindi bisogna guardare in faccia la situazione. Dobbiamo procedere un passo alla volta, mettendo un tassello dopo l’altro, senza perdere di vista Conference e Coppa Italia».

«Dimettermi? No, non l’ho mai pensato. Nella scorsa stagione abbiamo fatto il record di punti con me, Pradè e Commisso, e nessun altro. Abbiamo lavorato bene. Ho la fortuna di avere un presidente che mi dà fiducia e questo per me è uno stimolo continuo a fare meglio. Poi, se un giorno deciderà di cambiare, sarà una sua scelta».

GORETTI

«Innanzitutto voglio ringraziare il presidente Commisso, sua moglie Catherine e tutta la sua famiglia per l’opportunità che mi è stata concessa. Con il mister ho parlato a lungo prima di cominciare questa avventura, e continuerò a farlo ogni giorno. Il mio obiettivo è metterlo nelle migliori condizioni possibili per affrontare e vincere la sfida che ha accettato. Siamo consapevoli dei numeri e di ciò che è stato fatto finora: faremo di tutto perché questa situazione possa cambiare in meglio. Oggi non mi interessa dire se abbiamo qualcosa in mente per il mercato di gennaio, perché la priorità è lavorare per far rendere al massimo questa squadra».

«Il mio messaggio ai giocatori è stato chiaro: voglio vedere una mentalità diversa. Mi piace osservare facce stanche, scavate, segno di chi dà tutto. Non mi piace vedere chi si accontenta o chi non mostra la voglia di migliorarsi. I giocatori devono allenare ogni aspetto, tecnico e tattico, e devono farlo con la convinzione di poter crescere ogni giorno. Abbiamo uno staff preparato per valutare questi aspetti, ma la differenza la fanno sempre l’atteggiamento e la testa. Questa deve essere la mentalità che pervade il nostro club».

«I giorni che abbiamo vissuto non sono stati di caos, ma di passaggi lineari e ragionati. Dalle dimissioni di Pradè alla scelta di Vanoli è stato tutto coerente, anche se all’esterno sono uscite molte notizie non sempre vere. La decisione su Pioli è stata sofferta: non ci ha chiesto nessuna buonuscita, voleva soltanto dimostrare di poter risollevare la situazione. Voglio ringraziarlo, così come ringrazio Daniele Pradè per avermi coinvolto nell’area tecnica. Con lui ho condiviso molte giornate, tante riflessioni e opinioni. Lo ringrazio sinceramente per quello che ha fatto per la Fiorentina».

«La scelta di Vanoli è arrivata perché volevamo fare un reset. Ci siamo conosciuti anni fa, quando giocavamo insieme a Bologna, e risentirlo oggi mi ha trasmesso una grande energia. Mi ha detto: “Goro, la Fiorentina è Firenze. Firenze è la Curva Fiesole. Io so qual è la mentalità che serve per riportare la Fiorentina dove deve stare”. Lui sente davvero il peso e il valore della maglia viola».

«Riguardo al mercato estivo, mi prendo la parte di responsabilità che mi spetta. Qui al Viola Park tutti abbiamo responsabilità, e dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere dove abbiamo sbagliato. Con Pradè ho condiviso ogni giorno di lavoro, ho dato la mia opinione e fatto quanto mi veniva chiesto. Per dodici anni ho fatto il direttore sportivo, poi qui ho avuto un ruolo diverso, e per questo lo ringrazio: mi ha permesso di conoscere una società importante come la Fiorentina da una prospettiva nuova. Adesso dobbiamo ripartire dalle cose buone e guardare avanti, con attenzione al presente e uno sguardo già rivolto al futuro».

«Mi avvarrò della collaborazione di Raffaele Rubino, che sarà al mio fianco, ma al momento non avrà la veste di direttore tecnico».

«Per quanto riguarda il contratto di mister Vanoli, è stato firmato fino al 30 giugno 2026 con opzione per un ulteriore anno a favore del club. Non ci sono state difficoltà: Paolo ha mostrato subito un grande entusiasmo e una forte voglia di venire qui. Adesso pensiamo a uscire da questa situazione e poi costruiremo insieme qualcosa di importante».

«Firenze è una città e una piazza che rappresentano tanto nel calcio italiano. Essere direttore sportivo della Fiorentina è una grande responsabilità, ma anche un’enorme opportunità. Ogni dirigente deve saper lavorare con la testa libera, ascoltando chi ha intorno ma prendendo decisioni con lucidità. Io vivo questo momento come una sfida stimolante e come un’occasione per crescere e riportare la Fiorentina dove merita di stare».



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