Corriere dello Sport – Ausilio: “Seguiamo Solet ma non solo. Calhanoglu al Besiktas? C’è un problema…”
2026-06-07 14:43:00 In tema di news di calciomercato tiene banco in queste ore quanto riporta il CdS:
“La scelta di Chivu è stata vista come una decisione presa con coraggio, ma noi eravamo assolutamente convinti. Quando dico noi, dico tutta la struttura dell’Inter: la proprietà, il presidente Marotta, io e Baccin“. Così il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, dal palco del Festival della Serie A a Parma. Ausilio ha poi aggiunto: “Abbiamo pensato subito che fosse l’uomo adatto a noi per tutte le qualità che aveva sia morali sia professionali. Non c’era da ricostruire nulla a livello tecnico perché, in realtà, la squadra era forte e lo ha dimostrato con i successi in campionato e Coppa Italia. Andava ricostruita un po’ nel morale. Insieme a Chivu si è lavorato su questo. La squadra è stata fantastica, lui altrettanto. I risultati hanno dimostrato che è stata la scelta migliore per tutti noi”.
Ausilio sugli inizi da direttore sportivo: “Braida il più grande dei riferimenti”
Ausilio ha raccontato come ha iniziato a fare il direttore sportivo: “Ho smesso molto presto di giocare e non ho potuto iniziare quella carriera, ma ho cercato di restare nell’ambiente. Ho capito che la mia passione era quella di diventare direttore sportivo: Braida è sempre stato il più grande dei riferimenti, mi piaceva come interpretava il ruolo. Oggi ci parlano di algoritmi ma il vero ds era quello che andava a scoprire i talenti e a trattarli. Ho iniziato molto presto questo percorso partendo da segretario del settore giovanile. Non c’è stato un momento in cui l’ho capito: sapevo cosa volevo fare. Sono orgoglioso del mio percorso, ho lavorato tanto nel settore giovanile: c’è stato poi un periodo lungo come vice ds con Branca, anni che mi hanno permesso di poter viaggiare molto, stringere rapporti e conoscere il mondo del calcio. È la grande esperienza che mi porto dietro: quando sono diventato ds nel 2014, avendo meno tempo di viaggiare, dovendo stare vicino alla squadra, quel percorso mi è mancato ma mi ha permesso di essere più completo. Servono talento ed equilibrio: il mestiere è sempre giudicato da qualcuno, siamo apprezzati in base ai risultati. Avere equilibrio permette di giudicare in modo distaccato il nostro lavoro: così siamo più obiettivi nelle decisioni”.
Ausilio su Thuram: “Lo avevamo già preso dopo aver ceduto Lukaku al Chelsea”
Spazio anche a un retroscena su Thuram, soffiato al Milan: “Nelle trattative le difficoltà ci sono sempre: la concorrenza è sempre molto forte. Noi italiani abbiamo qualcosa in più a livello di fantasia e strategie: quando competi con potenze devi metterci qualcosa in più. Ci arriviamo con l’italianità, cerchiamo di essere empatici perché ci piace conoscere il giocatore e la famiglia. Ricordo Thuram: è stato strappato anche al Milan. È stato preso con due anni di ritardo: arriva all’Inter perché, oltre al Milan, c’erano anche altre squadre europee e forti economicamente, già due anni prima lo avevamo chiuso dopo Lukaku al Chelsea. Lui non giocava in attacco, ma esterno a sinistra: ma io avevo molte relazioni dagli scout ed eravamo convinti avesse le caratteristiche per giocare nel 3-5-2. Lui mi disse “alzo le mani, parla con papà”: Lilian mi chiese di spiegargli bene il progetto e perché pensassimo potesse fare l’attaccante. Gli spiegammo tutto e mi diede l’ok: si formalizzò tutto, se non che si fece male ad un ginocchio e ci fu un impedimento. Dovemmo ritardare di due anni, ma poi l’abbiamo recuperato a zero ed è stato un bene anche così”.
Ausilio sul mercato dell’Inter: “Seguiamo Solet, Calhanoglu al Besiktas? Non vogliamo cederlo”
Il mercato dell’Inter: “Sulla falsariga degli ultimi anni. Sarà fatto con grande attenzione, non si può illudere dicendo che si va e si compra il meglio che c’è in giro. Si compra con intelligenza e si venderà anche qualcosa: ormai è praticamente ufficiale, è andato via Dumfries, un calciatore importante. Posso tranquillizzare tutti perché per ogni giocatore importante che va via ne arriva uno ugualmente importante: abbiamo sempre migliorato la squadra senza stravolgere nulla. Diamo continuità alla stagione passata inserendo qualche giovane equilibrando ancora di più la rosa tra esperienza, che è importante perché serve per vincere, e giovani che seguano quella strada. Chi ha anni di esperienza è il traino migliore per i giovani che si avvicinano ad una responsabilità importante come l’Inter”.
“Per noi i giovani hanno 23 anni, all’estero 17-18 e li buttano dentro: dobbiamo migliorare come sistema. L’Inter ci sta provando, con Pio abbiamo dimostrato la direzione: daremo continuità in questo nel mercato facendo una squadra competitiva che non si nasconde. Sento le altre parlare di qualificazione Champions come obiettivo: sono tutte bugie, non esiste un grande club che inizia pensando di arrivare terzo o quarto, così arrivi sesto. Se pensi di provare a vincere, alla peggio arrivi secondo: ma hai lottato e questo sarà sempre il motivo principale dell’Inter”.
In zona mista, Ausilio ha parlato anche di Calhanoglu: “Il Besiktas? C’è un problema, Calhanoglu ha un contratto e lo vogliamo tenere”. Infine ha confermato: “Faremo qualcosa in difesa, visto che Darmian e Acerbi sono in scadenza di contratto. Stiamo seguendo Solet ma non solo. Ci presenteremo con un bel difensore per l’inizio della preparazione. Palestra per il dopo Dumfries? Posso solo confermare la cessione di Dumfries. Voleva andare via. Aveva questa clausola. Capisco la delusione dei tifosi, ma sono contento per lui. Anche le bellissime storie possono finire. Magari un domani ci potrà essere la possibilità di rivedersi. Palestra lo stiamo trattando così come era accaduto a gennaio. Vediamo. Stiamo trattando il rinnovo di Mkhitaryan, c’è l’intenzione di andare un altro anno avanti insieme”.
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