Corriere dello Sport – Mercato modello Lucumì: la strategia del nuovo Bologna

Corriere dello Sport – Mercato modello Lucumì: la strategia del nuovo Bologna

2026-05-08 10:57:00 Il Corriere dello Sport:


Quando investire bene, paga. Bene, appunto, ed è inutile nascondere come ci voglia una competenza infinita affinché ciò accada, e deve essersene reso conto anche Joey Saputo di come il mondo Bologna sia stato capovolto dall’estate del 2022 in avanti. Sì, perché basta andare a rivisitare quello che è accaduto prima e dopo per consentire al popolo di Bologna di benedire quella che è stata la scelta illuminata del presidente di affidarsi a Sartori come responsabile dell’area tecnica. E non a caso tutto il mondo del calcio sta riconoscendo come il suo Bologna abbia saputo come d’incanto far andare d’accordo i numeri legati ad investimenti tra le righe e i risultati sportivi. Non dimenticando in questo senso come sia stato importante Di Vaio, che si è legato alla grande fin da subito a Sartori, dividendosi i tanti viaggi in giro per l’Europa alla ricerca di calciatori da… Bologna, e condividendo tutte le operazioni che in questi anni il club ha chiuso.

Bologna, colpi alla Lucumì 

Calciatori da… Bologna, è vero, e cioè che siano possibilmente giovani, abbiano buone potenzialità e un costo abbordabile, secondo quelli che sono i parametri dettati dalla società, ed è stata proprio questa la grande bravura di Sartori e Di Vaio, che in questi anni hanno regalato prima a Thiago Motta e poi a Italiano prospetti interessanti ma al tempo stesso anche colpi alla Lucumi, alla Freuler e alla Ferguson, calciatori fatti ed affidabili da subito. E che dovranno essere acquistati anche nel prossimo mercato estivo, perché si può aggiungere anche un giovane al reparto di centrocampo, o in attacco, oppure sui lati della difesa, ma sarebbe un peccato mortale non sostituire Lucumi e Freuler con altri Lucumi e Freuler.

Sartori e Di Vaio pronti a un mercato complicatissimo

Di sicuro lo sanno benissimo sia Sartori che Di Vaio, che tuttavia dovranno essere messi nelle condizioni di poterlo fare, tenendo anche presente come entrambi si rendano conto di essere attesi da un mercato complicatissimo, dovendo attraversarlo con un budget non da fascia importante che Saputo e il suo capoazienda Claudio Fenucci gli metteranno a disposizione, con Italiano che chiederà legittimamente garanzie volendo poter allenare una squadra forte e competitiva, e con quelle che saranno le aspettative della gente. Che fino al 2022 si è fatta andare bene tutto quello che passava il convento ma per come ha goduto in questi ultimi due anni, ora farà fatica ad accettare di tornare ai santi vecchi.

Investire bene, paga

Anche Italiano eccome se lo ha capito, e allora a questo punto sarebbe sperabile che entrassero in questo ordine di idee anche gli stessi Saputo e Fenucci, nel caso in cui ne avessero altre. Secondo Transfermarkt dopo gli ultimi 5 anni il Bologna avrebbe un saldo negativo di 11 milioni, di sicuro va rimarcato come negli ultimi tre abbia messo insieme un saldo su per giù pari nella stagione 2023-24 e due saldi (molto) attivi. Nonostante, ecco il punto, che la squadra abbia partecipato alla Champions, vinto la Coppa Italia e partecipato all’Europa League.

E tutto ciò è potuto accadere con gli investimenti fatti (appunto) nel 2023-24 che sono costati 45 milioni (Beukema, Calafiori, Fabbian, Freuler, Karlsson, Ndoye, i prestiti di Saelemaekers e Kristiansen e i riscatti di Moro e Posch) pareggiati dai 45 milioni arrivati dalle cessioni (Dominguez, Schouten, Barrow, Arnautovic e Binks). Della serie: investire bene, paga. Di contro voler stravincere è pericoloso.


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