Corriere dello Sport – Spalletti non rischia, ma ci sono due nomi nell’ombra. E su Conte la situazione è chiara

Corriere dello Sport – Spalletti non rischia, ma ci sono due nomi nell’ombra. E su Conte la situazione è chiara

2026-10-29 08:36:00 Arrivano conferme dal Corriere dello Sport:

INVIATO A GENOVA – Sembra un’agonia, un destino inevitabile. La Juve è crollata a Marassi, presa a schiaffi da Baldanzi e dalla ciurma avvelenata di De Rossi. Lucio non sa più da che parte girarsi, non trova la via di uscita. Terza sconfitta in campionato, meno 11 dalla vetta, 6 punti di ritardo dalla quota Champions e l’aggancio del Napoli di Max, in arrivo allo Stadium. Più della classifica colpisce la fotografia dei bianconeri. Non sono una squadra. Hanno giocato solo alla fine, ma era tardi. Koopmeiners ha colpito la traversa su punizione quando il Genoa l’aveva già portata a casa. Così non si può svoltare. Spalletti deve arrivare, non si sa come, a gennaio. Un altro ko (brutto) con il Napoli lo renderebbe indifendibile per la dirigenza che sinora lo ha protetto. Per Conte non c’è l’economia e l’intenzione di un ritorno alla Continassa. Sousa e Pioli i nomi dei possibili traghettatori che circolano in queste ore. Un’analisi, però, va fatta, spiegando bene che, senza turnover, si può perdere con un Genoa così. Il motivo è semplice. La Juve è modesta e senza quadratura. Qualcosa di meglio dovrebbe combinare anche l’ex ct dell’Italia. De Rossi, il suo allievo, gli ha dato una bella lezione. Baldanzi, inesorabile, lo ha affondato e chissà se Mancini ci penserà. 

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Juventus spenta e macchinosa con il Genoa

Spalletti ha rinunciato a Woltemade e ha cambiato l’idea iniziale, dando un’altra possibilità a Kolo Muani. La scelta non ha certo influito. Poco responsabile il francese, abbandonato a se stesso. Non pesa Alajbegovic. Buone qualità tecniche, scarsa fisicità. Il bosniaco ha bisogno di tempo e di mettere su muscoli. Su un campo come Marassi è sparito in fretta. Inconsistente Sarr, l’unica altra novità rispetto a Lecce. De Rossi, invece, ne ha cambiati sei nel blocco dei titolari utilizzati con il Venezia, confermando solo Østigard, Vasquez, Ellertsson e Frendrup oltre al portiere Bijlow. La differenza di passo, di cattiveria e di adrenalina è venuta subito fuori. La Juve era spenta, anzi lenta e macchinosa come al solito. Non contano il modulo e gli interpreti. Basta aspettarla e non ti farà male. Ci vuole un quarto d’ora affinché portino il pallone vicino all’area. Le difese fanno in tempo a rientrare e chiudersi. Ieri mancavano le energie, era forse un massacro annunciato. Assenze devastanti, turnover impossibile.  

La superiorità del Genoa

Il Genoa mordeva il pallone. De Rossi ha indovinato la strategia, chiudendo i bianconeri nel fortino. Un assalto veemente, assorbendo la tipica energia di Marassi. Bravo Osmajic, il torello montenegrino. Vitinha ringhiava su Kalulu. Baldanzi ha rifinito e firmato i due gol su cui è stato costruito il capolavoro. Triangolo con Ellertsson e il fendente rasoterra è stato raccolto dalla parte opposta da Ehizibue. Impresa completata da Cambiaso, altrimenti Vicario avrebbe respinto. Timida la reazione della Signora. I rossoblù, nei duelli, primeggiavano. Alla mezz’ora il raddoppio. Kalulu si è addormentato, Vitinha gli ha sfilato il pallone avviando il contropiede. Baldanzi lo ha raggiunto correndo al doppio della velocità di Cambiaso e ha sparato una sassata finita dentro, complice la deviazione di Bremer. 

I tentativi di Spalletti

Spalletti è intervenuto nell’intervallo. Fuori Gatti e Alajbegovic, dentro Woltemade e Zhegrova. La Juve, con la difesa a quattro e nel tentativo estremo di riaprirla, si è scollata, rischiando l’imbarcata. Volontà e tanta confusione, una marea di palloni persi o sbagliati. Cambiaso dovrebbe rivedersi per quanto è imbarazzante, Sarr era sfinito. Cabal e Boga, entrando, almeno hanno permesso ai bianconeri di tornare a giocare in undici. Non è bastato per rimontare la serata, ma solo per rendere meno avvilenti (pensate un po’) gli ultimi venti minuti, esercitando pressione. Il Genoa stava già vedendo il traguardo. Come si è ridotta la Signora.  

 

 



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