Djené: “Voglio continuare a Getafe, è casa mia”

Djené: “Voglio continuare a Getafe, è casa mia”

2026-05-17 07:05:00 Il web è in subbuglio:

Djene Dakonam Ortega Sta per chiudere la sua nona stagione al Getafe. Capitano, leader e un’istituzione del club azulón, trasuda Getafismo dai suoi pori. Il togolese è l’uomo con più presenze in Prima Divisione nella storia del club e tutto indica che resterà almeno un altro anno, nonostante il suo contratto scadrà a giugno. Prima del duello contro l’Elche, il difensore ha chiacchierato MARCA e ha parlato di Europa e delle possibilità, in questi due giorni rimasti, di realizzare un sogno che solo poche settimane fa sembrava utopico.

CHIEDERE. Che periodo stai vivendo, vero?

RISPOSTA. Sono molto orgoglioso della squadra e di quello che stiamo facendo in questa stagione. È evidente che dietro c’è tanto lavoro, tanti sacrifici e sono molto felice.

D. Cosa ti passa per la mente quando senti che con una vittoria sei in Europa?

R. Innanzitutto l’obiettivo della società, che è salvarsi, per la salute mentale di tutti, e lo abbiamo già fatto. È molto importante sfruttare il momento. Ce l’abbiamo tra le mani e dobbiamo trarne vantaggio.

D. Hai passato davvero un brutto momento all’inizio del corso, vero?

R. Abbiamo avuto momenti in cui eravamo stupiti, momenti in cui eravamo giù di morale, con i tifosi ed eravamo tristi. Questa squadra non merita la retrocessione. Ma con sacrificio, con l’arrivo di nuovi giocatori, il lavoro dei tecnici e di tutti, siamo riusciti ad andare avanti.

Il giocatore, durante l’intervista.JUANCAR NAVACERRADA.

D. Immaginavi che a gennaio avresti lottato per entrare in Europa?

R. Non immaginavamo che ci saremmo trovati in una situazione come questa, a lottare per entrare in Europa. Nello spogliatoio bisogna essere umili. Essere umili non significa non andare per l’Europa. Siamo consapevoli che ciò accade una sola volta. È un’opportunità che non dobbiamo perdere. Dobbiamo approfittarne e raggiungerlo.

Ce l’abbiamo tra le mani e dobbiamo trarne vantaggio

Djenè Dakonam, calciatore del Getafe

D. Con la permanenza matematica il sogno è già l’Europa?

R. Sì, il sogno è l’Europa. In un club come il Getafe ciò che resta sempre è realizzare qualcosa di grande. È motivo di orgoglio per il club e motivo di orgoglio per me, così come lo è stato portarci in Europa League. Ora, il recupero dell’Europa rimarrà nella storia. Con umiltà andremo a Elche per provare a vincere e ottenere quel posto.

D. Se non verrà raggiunto a Elche, potrai farlo davanti ai tuoi fan l’ultimo giorno…

R. Sì, ma l’idea è di ottenerlo il prima possibile. Soffriamo da molto tempo. Devi sfruttare il momento. La squadra gareggerà a pieno titolo. Andremo a Elche senza complessi e, se non ce la faremo lì, penso che in casa, con i tifosi che amiamo moltissimo, ce la faremo.

D. E coincide con i festeggiamenti di Getafe…

R. Non lo sapevo! Tutto combacia, giusto? Le cose accadono per una ragione. Con la meravigliosa squadra che abbiamo, lo combineremo con quelle feste e celebreremo qualcosa di grande.

D. Dovremo dire al sindaco di preparare una bella festa, no?

A. Vado con lei. Organizziamolo di sicuro, una festa. Ce lo meritiamo. Questa squadra ha tanti meriti e quando parlo di squadra parlo dello staff, del presidente… Faremo una bella festa insieme.

D. Messaggio per Sara Hernández: che ti lascerà salire sul palco sabato se vinci l’Europa.

R. Mi iscrivo e mi iscrivo per l’intero team.

Djene, con MARCA.

Djene, con MARCA.JUANCAR NAVACERRADA.

D. Visualizza Luis Milla e Juan Iglesias su quel palco.

R. Dobbiamo uscirne vivi (ride). Quando questo featuring si riunirà, mio ​​Dio, dovremo uscirne vivi. Ma ci divertiremo. Sono due ragazzi a cui voglio molto bene e scaldano bene lo spogliatoio. Pensaci.

Il Getafe è una famiglia e, quando ti trovi bene con una famiglia, perché lasciarla a terra?

Djenè Dakonam, calciatore del Getafe

D. Cosa significherebbe per te giocare in Europa per la seconda volta?

R. Quello che voglio con questo club è continuare a scrivere cose nella storia. Ottenere la seconda partecipazione in Europa per questo club e per me sarebbe un lavoro fatto. Ne sarò molto felice perché il Getafe lo merita. Se guardo indietro, a come abbiamo affrontato la Liga, a tutto quello che abbiamo passato… Non ci siamo mai arresi e ora, con una vittoria, possiamo raggiungere l’Europa. Sarò orgoglioso di me stesso e del club.

D. Cosa significa Getafe per te?

R. Incredibile. Sono passati nove anni in un club e non è facile. Nove anni in Prima. Finora non siamo caduti e abbiamo conquistato un posto in Europa. Il mio figlio più giovane è nato qui. È una città che amo, mi sento come una di più a Getafe. L’amore dei tifosi, che mi aiutano sempre, che mi incoraggiano; l’affetto del presidente, della gente e dei lavoratori del Getafe… È una famiglia e, quando ti trovi bene con una famiglia, perché lasciarla a terra? Lotterò sempre e continuerò a farlo per il meglio di questo club. Non cambierà né oggi né domani.

D. Finirai il tuo contratto a giugno. Riesci a immaginare un Getafe in Conference senza Djené?

R. Penso che sia già risolto. Lo vedrete nelle prossime settimane. Capirete che ci saranno buone notizie per il club e per me. Non lasciare che i tifosi si preoccupino, andrà tutto bene.

D. Lo hai già detto: non li lascerai a terra.

R. No, penso di no. Le cose possono cambiare da un giorno all’altro nel calcio, ecco perché non voglio dire qualcosa oggi e farla cambiare domani. Devi essere positivo. Amo questo club e credo che non ci sia nulla che possa essere messo tra noi.

D. Indipendentemente da ciò che è stato detto o meno, quello che vuoi è continuare.

R. Sì, voglio continuare con questo meraviglioso club. E’ casa mia.

D. Quanto devi essere grato a tua madre, che è stata quella che ti ha consigliato di venire qui, vero?

R. In questo momento è felice. Ringrazia Dio perché abbiamo scelto molto bene. Di questo parliamo: la famiglia è sacra, molto importante. Non dico che esistano solo le buone decisioni, ma ho avuto una famiglia di cui mi sono sempre fidato e loro si sono fidati di me. Le cose accadono se Dio è nelle decisioni e questo va a buon fine. Quella decisione di mia madre mi ha cambiato la vita.

Amo questo club e penso che non ci sia nulla che possa essere messo tra noi

Djenè Dakonam, calciatore del Getafe

D. È questo l’anno più difficile da quando sei qui?

R. No, posso dire di no. Un anno difficile è un anno intero. Per me l’anno più difficile è stato quello in cui siamo andati a giocare al Valladolid, hanno vinto tutti e a noi quel giorno è bastato un pareggio.

D. Con quella inquadratura che abbiamo visto dentro, eh?

R. Quel pallone di Gonzalo Plata… avrebbe potuto cambiare la vita del club. Quell’anno è stato per me il più difficile.

D. Lo hai visto entrare?

R. David Soria mi ha detto di no, che l’ha visto fuori. È stato l’unico a vederlo.

D. Parli di David Soria. Cosa ne pensi del fatto che non sia nella prelista della Nazionale?

R. Soria è pazzo. È nel suo periodo migliore ormai da un po’. Per me meritava la convocazione in Nazionale. Il calcio è così. Vi dico una cosa: Soria, al di là del professionista, fuori dal campo è una brava persona, una bella persona, e lo è anche la sua famiglia. Sa che se lo merita.

D. Che partita ti aspetti a Elche?

R. Non vorrei essere al posto di Elche. Lo siamo stati. Andremo senza complessi per vincere. Sarà una partita molto difficile nel loro campo. Hanno bisogno della vittoria per salvarsi. Siamo club umili e salvarsi è una Champions League. Ma abbiamo un’opportunità unica che non sappiamo quando si ripresenterà. Vinceremo la partita.

D. Come vedi il funzionamento dello stadio?

R. Sto aspettando che esca il nuovo. È un bel progetto, l’ho visto. Spero di essere qui per vedere il nuovo stadio del Getafe. Merito di vederlo. Spero che l’anno prossimo sarò pronto a sfruttare tutto. Con questo faremo grandi cose.

Q. Non te la stai cavando poi così male, vero?

R. No. Uscire qui e vederlo così… ma tutto passa, un po’ ti abitui. Ho fretta di vederlo. Dico sempre al presidente: che si sveglino e incoraggino la gente, e che noi abbiamo il campo per divertirci con i tifosi, con la nostra gente.

Q. Che messaggio mandi ai fan?

R. Ci sono due finali, posso dirlo così. Facciamo il pieno. Sappiamo cosa significa partecipare all’Europa. Saremo collegati, usciremo e vinceremo. Abbiamo bisogno che i tifosi, le persone che ci amano, la nostra famiglia, facciano tutto insieme e, se possibile, ce la facciamo sul campo dell’Elche.

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