“È il momento più bello della mia carriera al cento per cento”

“È il momento più bello della mia carriera al cento per cento”

Non si sprecano commenti e polemiche in questi minuti sui social a proposito dell’ultima news riguardante la Serie A:

14/09/2022 alle 11:56

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Il giocatore dell’Udinese è il leader indiscusso della squadra italiana

“Non ho nessuna fretta di andare da nessuna parte. Ero vicino al Napoli, non è successo e sono molto calmo e felice di continuare dove sono”, dice l’ex giocatore del Barça

L’Udinese è inarrestabile in questo inizio di campionato: quattro vittorie, di cui uno strepitoso 4-0 sulla Roma José Mourinholo piazzano quarto in classifica, davanti a Inter, Roma, Lazio o Juventus. E uno dei colpevoli di questa esplosione è, senza dubbio, lo spagnolo Gerard Deulofeuche in un’intervista a EFE recensisce questo inizio di stagione che considera “il momento migliore” della sua carriera.

Deulofeu (Girona, 1994) vive un dolce momento nella città di Udine con la famiglia, suo pilastro, e in un locale dove si sente “molto felice”. L’ex giocatore del Barcellona, ​​del Siviglia o del Milan ha parlato anche del suo cambiamento personale, che lo ha portato a diventare un “calciatore professionista al millimetro”, di una possibile uscita nel mercato passato, di successo e del Barcellona, ​​​tra le altre questioni.

DOMANDA: Grande momento dell’Udinese. Quattro vittorie di fila e una sola sconfitta in sei partite Come è lo spogliatoio in questo momento?

RISPOSTA: Un momento magico. Quando vinci e hai quella sensazione vincente di averlo qui (stringendo il pugno), e non vuoi che nessuno te lo prenda, è un momento molto bello per dargli molto valore e continuare a crescere come un gruppo, creando una mentalità molto vincente, perché può. Siamo una squadra che ha individui molto forti e che ha bisogno di creare una mentalità forte, stiamo andando bene e possiamo continuare. Diamo molto valore al momento e queste vittorie che non sono affatto facili. Vincere una partita in Serie A è molto complicato.

D: Qual è l’obiettivo della squadra per la stagione?

R: Non ci sono gol, nessuna classifica, niente perché quella è una conseguenza. La cosa più importante è creare una mentalità con i giovani là fuori, con i giocatori che giocano meno e con i giocatori esperti che possono dare una spinta alla squadra. Questo è ciò che ci porterà ai risultati: la mentalità. Correre per il tuo compagno di squadra, essere più forte del tuo avversario, essere migliore di lui, alla fine questo è l’obiettivo di ogni fine settimana. Questo ci porterà a vedere la classifica oa vedere i risultati più tardi, a fine stagione.

D: Viene da tredici gol segnati la scorsa stagione, essendo uno dei leader indiscussi di questa Udinese sul green. Pensi che questo sia il momento migliore della tua carriera?

A: Il cento per cento è il momento migliore della mia carriera. Primo perché so cosa mi sta succedendo e perché; e, secondo, perché Mi sto divertendo molto.

La scorsa stagione è stata molto buona a livello individuale. Sono tornato da un infortunio, tanti gol, assist… Ma penso che un giocatore possa andare a un altro livello, portare la tua squadra a creare quella mentalità e vincere ogni fine settimana. Gli obiettivi passano in secondo piano quandoDalla tua posizione di giocatore esperto, di leader in attacco, di giocatore a cui i tuoi compagni di squadra guardano, puoi iniziare a creare quella bolla che ti porta un gradino più in alto. Poi arriveranno i gol, la prima cosa è che la squadra vince. Ecco perché è uno dei momenti più belli.

D: Cosa intendi con “So cosa mi sta succedendo e perché”?

A: Voglio dire che sia la mia vita personale che quella professionale sono molto allineate, ed è per questo che so cosa mi sta succedendo. Durante la settimana mi preparo e mi avvicino alla partita in modo incredibile, e poi quando succede quello che succede nel fine settimana e va avanti da un anno e mezzo, penso di essere a un livello molto potente, so perché succede a me . Perché mi concentro sul gioco durante la settimana, sia a livello personale, con i miei figli o il mio compagno, da l’amore che ho a casa, che lo portò alla festa; e poi anche, ovviamente, in tutto ciò che riguarda la preparazione del gioco: riposo, cibo… Essere un ragazzo che va al millimetro per il weekend.

D: Nel mercato si parlava di una possibile uscita. Napoli sembrava la sua nuova destinazione.

R: Sì, è vero. Ero molto vicino alla partenza, ma ho capito una cosa. Prima ero un esterno con molte condizioni, con molte qualità, e sono diventato un centrocampista che capisce il calcio dall’interno. Per quanto riguarda il mercato, non voleva essere il Gerardo da prima e ritorno in una posizione esterna, poi o è arrivata una squadra con le mie condizioni, con quello che penso sarà il Gerardo per i prossimi quattro o cinque anni, o non ne sarei uscito. Lo metto prima del resto. E ho anche affermato di esserlo felice all’Udinese. Non ho fretta di andare da nessuna parte. Ero vicino, non è successo ma sono molto calmo e felice di continuare dove sono.

Non solo ho avuto l’opzione del Napoli, c’erano alcune squadre. Stavamo trattando con diversi ma le condizioni che io e il club volevamo non si sono verificate.

D: Adesso ti consideri anche un leader negli spogliatoi?

R: Sì, mi considero uno dei leader dello spogliatoio dell’Udinese, al cento per cento. Sono un giocatore che fortunatamente ha vissuto molte esperienze in tanti paesi e spogliatoi importanti, e quello che faccio ora è trasmettere ai miei compagni di squadra tutto ciò che ho potuto vivere. Trasmetti questa mentalità vincente che si può creare in questa squadra. Ovviamente poi verranno fuori le mie qualità e quelle del resto.

D: Sembra che la Serie A sia il campionato a cui si è adattato meglio. Perché pensi che sia stato così?

R: La Serie A è quella che più Mi sono divertito perché i miei tempi al Milan e all’Udinese Sono stati i migliori della mia carriera, o un anno al Watford o all’Everton. Mi sono divertito da tutte le parti, ricordo un periodo a Siviglia e un altro, all’inizio, a Barcellona. Ma sì, alla lunga, soprattutto l’ho fatto al Milan e all’Udinese.

È stato detto che è stato in Serie A, ma la Premier è il mio campionato preferito. Penso che sia il migliore in termini di passione, organizzazione… è uno scandalo.

A Milano ero molto felice per la squadra in cui stavo entrando, per la nascita della mia prima figlia; E ora sono molto felice all’Udinese, con una famiglia organizzata, allineata con l’amore e nel calcio essendo professionale al millimetro. Mi piace dove sono, penso che questa sia la chiave del mio cambiamento. Accettare la squadra in cui faccio parte e voler essere nella squadra in cui faccio parteY.

La cosa più importante per raggiungere il successo è voler essere dove sei e vivere ogni giorno felice. Questo ti porterà al successo.

D: La stagione sarà inevitabilmente segnata dalla pausa per i Mondiali del 2022 in Qatar, secondo lei potrebbe incidere sulla forma dell’Udinese?

A: No, non influirà. Dall’ultima partita che giochiamo prima del Mondiale a quella successiva una volta che sarà finita, l’allenatore, lo staff tecnico e i giocatori si prenderanno cura che non ci influisca e che nessuno si rilassi nemmeno di un millimetro.

Dato l’allenamento che stiamo spingendo, non c’è nessuno a rilassarsi, perché quello che succede è che nel fine settimana non si fa più una gara e questo si vede nei risultati. Andremo a spremere dalla prima all’ultima giornata della stagione.

D: Il nuovo allenatore, Andrea Sotil, sembra aver trovato la chiave della tattica per essere solida in fase difensiva senza perdere l’essenza offensiva che ha caratterizzato l’Udinese la scorsa stagione. Com’è lavorare con lui?

R: È stato un allenatore molto intelligente. È arrivato ed è riuscito a lasciare certe cose che hanno funzionato molto bene nell’ultimo periodo della scorsa stagione. Inoltre è stato un allenatore che ha aggiunto tante motivazioni e che spinge tanto in allenamento. lo sa perfettamente siamo una squadra che deve premere, corri come un matto e per i compagni di squadra, altrimenti non abbiamo possibilità di affrontare un certo livello di rivali ed è quello che stiamo facendo. Siamo molto felici del tuo arrivo.

D: Ti dà più libertà? Cosa gli chiedi in campo?

R: Libertà totale. Mi chiede certi aspetti, ma so benissimo cosa vogliono i miei compagni e il mio allenatore per tutto quello che sono stato nel calcio. Lo so anche io il lavoro difensivo che sto facendo è fondamentale per la squadra e io continuerò a farlo perché la squadra è aiutata molto da un centrocampista che contribuisce tanto in difesa, ma che è anche tanto pericoloso in attacco.

Ciò fa sì che la squadra rivale abbia problemi in entrambe le parti. La prima, che non può fare una partita con il suo centrocampista, che è quello che organizza la partita; e poi che andiamo in contropiede in maniera molto buona. Posso farlo perché fisicamente mi sento benissimo.

D: Quest’anno hai perso Nahuel Molina -autografato dall’Atlético de Madrid- sulla corsia di destra, con il quale ha stretto un buon sodalizio lo scorso anno.

A: Nel calcio ci sono piccoli compagni in campo ed è fantastico avere quel legame. Nahuel e ne ho fatta una grande, ricordo che nella seconda parte di stagione ci siamo messi insieme sulla fascia destra e abbiamo fatto tanti danni agli avversari.

Quest’anno ce l’ho con Beto e con ‘Tucu’ (Roberto Pereyra). Giocatori di qualità ma che capiscono di essere leader e devono spingere la squadra, sapendo che non tutto è attacco o qualità, ma dimostrando alla squadra che siamo un esempio di difesa.

D: Quali sono i tuoi obiettivi a breve termine?

UN: Non voglio andare da nessuna parte. Quello che ho imparato è che è così bello vivere nel posto in cui sei felice, che non puoi pensare a cosa accadrà. Il primo di tutto per sapersi esibire, e avere lo stress emotivo di cui si parla così tanto controllato e rilassato, è amare il proprio club, dare tutto e non pensare a qualcosa al di là.

Da lì è chiaro che sono un giocatore molto esigente, con me stesso e con la mia squadra, e voglio essere il più in alto possibile e segnare il più possibile. Ciò avverrà se ogni domenica corriamo come leoni, più dell’avversario.

D: Come ha vissuto il mercato e la situazione attuale del Barcellona?

R: Sono molto contento per chi è arrivato al Barcellona, ​​perché è un lusso da poter vedere Xaviun mio ex collega, potendo vedere Giovanna Laportache c’era anche quando ero giovane, mi rende molto felice e ovviamente vediamo tutti che l’anno scorso è stato un anno di transizione, ma quest’anno, per come si è iscritto e per come sta andando la squadra, credo sinceramente che Non è più un anno di transizione.

Il Barça lotterà per tutto. Ha leader giocatori di livello stratosferico E sono molto contento perché il Barça tornerà a correre sia in campionato che in Europa.

D: Ti piacerebbe ricevere di nuovo la convocazione della nazionale prima o poi?

R: La selezione è la migliore, ma so benissimo che c’è una realtà. Non ci vado da molto tempo, lo vedo complicato perché c’è molta concorrenza, ma lo sai Sono un giocatore molto esigente con molte speranze. Per ora mi godo il mio club, anche se con la speranza di arrivare in vetta, perché andare a rappresentare il proprio Paese è il massimo.

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