“Giuro che non guardo mai la classifica”

“Giuro che non guardo mai la classifica”

2026-01-08 12:55:00 Non si placano le voci a seguito dell’ultima notizia. Senza troppi giri di parole, andiamo subito al punto:

A due passi dalle incantevoli sponde del Lago COMEun gruppo di ragazzi, molti dei quali spagnoli, quasi tutti giovanissimi, sta facendo sognare una cittadina di appena ottantamila abitanti. Solo cinque anni fa, i fan di COME incoraggiato una squadra di Serie C. Oggi la sua squadra gareggia testa a testa Juve E Roma per un posto nel Lega dei Campioni. Quei ragazzi, spagnoli, giovani, talentuosi e invidiati da tutti perché vivono in un posto dove la gente normale va in vacanza, sono i ragazzi del Come il calcio.

Con la vittoria in trasferta contro Pisa per 3-0, il COME si era momentaneamente piazzato in quarta posizione, recuperando terreno Roma E Juveche però hanno vinto entrambe le partite. Ma i Lariani hanno una partita in meno: se giovedì prossimo battessero i Milano nella partita rinviata, il quarto posto, quello che vale Campioni– sarebbe tuo.

FabregasIn fondo sa che è lecito sognare, anche se per ora non vuole ancora parlare di classifica: “Giuro che non la guardo mai. Oggi me lo ha detto qualcuno dello staff e io ho detto: basta. Non mi piace, non è il momento di parlare di questo gol”, ha dichiarato nel post partita. Pisa. I tuoi numeri COMESono però della zona alta: quarto miglior attacco con 26 gol segnati e, soprattutto, miglior difesa del campionato insieme al Romacon solo 12 gol subiti. Qui sta l’originalità del COME Di Fabregas.

Parte della stampa italiana lo denigra, incasellandolo nella categoria degli “allenatori-filosofi che vogliono rendere il calcio più complicato di quello che è”. ItaliaIn termini di calcio, è un paese storicamente tradizionalista e reazionario. Basti pensare che i tecnici delle grandi squadre sono gli stessi che ruotano da 10 o 15 anni: Allegri, Spalletti, Conte…

Fabregas È nuovo ed è un po’ fastidioso. Anche fastidioso perché COME Non ha un solo italiano in rosa. Ma se Italia corre il rischio di restare fuori Mondo per la terza volta consecutiva forse dovremmo interrogarci più sulla povertà di talenti del Paese che sulla presunta volontà di farlo Fabregas per evitare i calciatori italiani.

E’ vero: il COME In estate ha speso tantissimo, più di 100 milioni. E forse è per questo che non si può parlare di fiaba o di miracolo. Ma bisogna analizzare anche come quei soldi sono stati investiti: non in giocatori dal profilo internazionale, pronti a fare subito la differenza in un campionato impegnativo come quello italiano; ma in talenti dall’altissimo potenziale che, in pratica, stanno vivendo la loro prima esperienza da titolari in un campionato professionistico.

È il caso di Jacobo Ramónche l’anno scorso ha giocato appena tre partite con il Real Madrid; o quello di Gesù Rodríguezformato a Betis; O Addaifirmato da AZ Alkmaar dopo una stagione con un solo gol (quest’anno ne ha già realizzati tre). Lui COME scommette sul talento, lo inserisce in un sistema di gioco dominante, coraggioso e moderno, e lo valorizza fino a prepararlo per l’élite: è la strada del Nico Paceche dovrebbe tornare quest’estate Real Madrid.

Ma l’eccezionalità dell’opera di Cesc Si apprezza non solo
sta aiutando i ragazzi a crescere – umanamente, tecnicamente e tatticamente – in una stagione straordinaria per calciatori come lui Ramon O Perrone (centrocampista del 2003 acquistato dal City per circa 13 milioni di euro); allo stesso tempo, Fabregas li sta rendendo competitivi contro le superpotenze del paese Milano, Roma E Juveclub con ambizioni e risorse – soprattutto in termini salariali – molto diverse da quelle dei già ricchi COME. E lo fa con uno stile che si potrebbe definire un ibrido italo-spagnolo, come un pranzo in cui l’antipasto di tapas è seguito da un piatto di spaghetti al pomodoro.

Da un lato, il suo COME È una squadra ideologicamente di matrice spagnola: tanto controllo di palla, giocatori allenati per questo tipo di calcio, il portiere Butez usato come un altro centrocampista e non come un pallone senza senso. D’altronde rappresenta anche la quintessenza del calcio italiano: la cura maniacale della fase difensiva.

Lui COME Ha la miglior difesa del campionato, ma difende in un modo che non ha nulla a che vedere con lo storico “catenaccio”. Al contrario: difendere attaccando, con il pressing più intenso dei Serie A (è la squadra con il PPDA più basso del campionato, indicatore dell’intensità della pressione) e recuperando palla con feroce aggressività.

Fabregas Sembra aver capito che, in Italia, per avere successo non basta portare le proprie idee: bisogna adattarle al contesto culturale del Paese. E lo sta facendo brillantemente, nonostante le critiche del tutto ingiuste di chi, dopo la sconfitta per 4-0 contro l’Inter, lo aveva definito un estremista incapace di adattare il suo calcio a scenari diversi.

Protetto dal Prealpi Comascos, c’è un gruppo di giovani che, insieme al loro allenatore, stanno smontando i pregiudizi che permeano il calcio italiano. Nella sfiducia che li circonda, nell’antipatia che generano, si nasconde l’evidenza: sono sulla strada giusta. E non devono smettere di sognare.

Un caro saluto dalla redazione di JustCalcio.com, sempre a caccia di notizie per tenervi sempre aggiornati sui fatti principali del calcio di casa nostra e non solo.



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