I peccati di Almeyda a Siviglia

I peccati di Almeyda a Siviglia

2026-03-23 16:14:00 Giorni caldissimi per il calcio iberico!

MAtías Almeyda è stato licenziato come allenatore del Siviglia. La sconfitta casalinga contro Valenza attivato tutti gli allarmi nel Ramón Sánchez-Pizjuánnon solo per il risultato (0-2), ma per le brutte sensazioni che la squadra ha trasmesso. Con nove partite rimaste in campionato, la squadra di Siviglia resta tre punti sopra la zona retrocessione, mentre i rivali diretti come Alavés ed Elche si sommano di nuovo e altri piacciono Valencia e Getafe Hanno rimesso in carreggiata la permanenza. La situazione è talmente preoccupante da portare in vantaggio l’argentino.

Siviglia-Valencia 0-2 Riepilogo LaLigaSportivo

Dal suo arrivo al Siviglia, Almeyda è diventato molto più di un allenatore; Ha servito come portavoce e come leader in un club a cui mancava. Grazie al suo discorso e al suo modo di sentire il calcio, ha conquistato lo spogliatoio e ha saputo entrare in contatto con gran parte del sivillismo, che vedeva in lui un barlume di speranza in mezzo a una tempesta. Dopo un primo quarto d’anno di tutto rispetto, in cui è arrivata a occupare il sesto posto, i biancorossi hanno messo a segno una striscia di risultati pessima (7 punti su 33 possibili), toccando il fondo con la sconfitta casalinga contro il Levante ultimo in classifica (0-3).

Proposta e sanzione

Fino alla seconda prova del campionato, Almeyda è stato più corretto negli approcci iniziali che nella direzione del campo. Da quel momento in poi le tabelle si sono invertite, quindi

Il Siviglia ha mostrato una maggiore ribellione per superare i marcatori avversi. Nel mezzo, ha giocato due partite che hanno rappresentato un altro umore basso, anche se con un sapore diverso in bocca: la debacle a Maiorca (4-1) e lo straziante pareggio contro il Girona (1-1). La messa in scena contro i catalani, con una pressione in campo aperto molto scoordinata, ha lasciato l’immagine di alcuni calciatori completamente sopraffatti in campo.

Le critiche alla proposta calcistica del Siviglia sembravano avere effetto. Contro l’Alavés, l’Almeyda ha schierato un undici molto difensivo che ha privilegiato la protezione dell’area e poi l’uscita in contropiede, cosa che veniva richiesta da tempo per nascondere le proprie carenze difensive. Tuttavia, l’espulsione anticipata di Juanlu ha portato a un altro pareggio pieno di sofferenze, in cui l’allenatore del Siviglia è stato espulso e ha ricevuto una dura squalifica di sette partite – ridotte a cinque – per essersi rivoltato all’arbitro. Anche se il pubblico ha difeso la propria posizione, i giocatori hanno perso il loro modello in panchina e la persona che credeva di più in loro.

Decisioni discutibili

Tra le decisioni di Almeyda interrogata da chi circonda il Siviglia, vale la pena menzionare la gestione della rosa. Pochi ne comprendono l’indiscutibile proprietà Gabriele Suazo, il cui rendimento è andato molto in basso, a discapito di Oso, la grande rivelazione della stagione. Sorprende anche che abbia praticamente ostracizzato Batista Mendy, l’unico centrocampista con abilità difensive oltre a Nemanja Gudelj. Il trivoto che ha formato con Lucien Agoumé e Djibril Sow è stato la linea più solida della squadra, come testimoniano gli 11 punti sui 27 possibili giocati insieme fin dall’inizio, compresa la visita al Santiago Bernabéu.

Un’altra delle decisioni più importanti è stata il suo fedele impegno con Alexis Sánchez. A 37 anni il cileno è arrivato per dare una mano e ha un ruolo più importante del previsto. Nonostante sia uno dei giocatori con la migliore visione di gioco, il suo numero di minuti non corrisponde al suo livello fisico, a volte addirittura fallendo nell’esecuzione, come è successo contro il Valencia. Il suo ruolo contrasta con l’intenzione di giocare con altre due punte di punta, per le quali è arrivato Neal Maupay nel mese di gennaio. Negli ottavi di finale, infatti, il Siviglia ha iniziato cinque partite con un doppio vantaggio, ottenendo 2 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta.

Recidiva

Dopo aver raggiunto una certa regolarità nei risultati ed essere rimasto imbattuto per cinque giorni, Almeyda Ha ripetuto diversi punti negativi che gli sono costati la posizione. La sconfitta dentro Camp Nou Ogni anno è più prevedibile, ma la proposta è stata una regressione, qualcosa che era evidente contro il Valencia, una partita senza senso in uno dei duelli più importanti della stagione. La lettura dalla panchina è stata disastrosa: una formazione senza i suoi capocannoniere (Akor Adams)giocatori fuori ruolo, un approccio troppo rischioso… e la cosa più preoccupante, una squadra senza anima.

“Se la soluzione è che me ne vada, non ci sono problemi”, ha detto. Almeyda in una conferenza stampa dopo la sua ultima partita. L’argentino ha fatto i conti con una delle squadre peggiori della storia del Siviglia, correndo rischi eccessivi con la sua idea di calcio, accusando fragilità difensiva e mancanza di qualità. Tanto che la squadra Nervionense è quella più segnata nella Liga con 49 gol subiti, un dato insostenibile se si intende mantenere la categoria. Almeyda se ne va con l’affetto del Sevillismo, anche se travolto dalla situazione di un club che ingaggerà il suo nono allenatore in quattro anni. Il sostituto dovrà prenderne atto per evitare di ripetere gli errori dei suoi predecessori.

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