Il caso Rocchi scuote l’Italia, il ‘transalpino Negreira’ è indagato per “complicità in frode sportiva”: Inter e Inzaghi, sotto i riflettori
2026-04-26 08:27:00 Notizia fresca fresca direttamente dalle aride terre spagnole. Marca, sempre interessata al calcio di casa nostra, riporta quanto segue:
Il calcio ancora una volta si guarda nello specchio che più teme. In Italiadove la parola arbitrato non è mai in punta di piedi e qualsiasi indagine si accende come un fiammifero in una stanza piena di gas, il caso Gianluca Rocchi ha aperto uno spiraglio inaspettato nel tratto finale della Serie A. L’arbitro designatore del Serie A e Serie B Su di lui è indagata la Procura di Milano per presunta “complicità in frode sportiva”, secondo l’agenzia AGI e riportato da diversi media italiani. Rocchi nega ogni irregolarità e si è subito sospeso per affrontare una causa che rischia di diventare il grande incendio istituzionale del calcio italiano.
L’inchiesta punta, tra l’altro, su una presunta elezione di arbitri “favorevoli” all’Inter. Quella frase ha fatto scattare tutti gli allarmi e ha messo al centro del clamore il club nerazzurro, anche se non così indagato. Secondo le informazioni pubblicate in Italia, Nessun esponente dell’Inter avrebbe ricevuto alcuna notifica nell’ambito della procedura. La società, però, è colta in una bufera che arriva proprio quando la squadra è in lotta per chiudere il 21esimo scudetto della sua storia.
Il paradosso, ed è questo ciò che più sconcerta dell’Appiano Gentile, è che le partite viste al microscopio non sono state esattamente un’autostrada per l’Inter. La Gazzetta dello Sport Lo ha sintetizzato con un’idea che ha permeato l’ambiente nerazzurro: I fatti controversi si riferiscono a partite finite “molto male” per la squadra allora guidata da Simone Inzaghi. Nella stagione 2024-25, quella stagione che si chiuse senza titoli per l’Inter, adesso compaiono due date al centro del fascicolo: Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e Inter-Milan del 23 aprile 2025, ritorno delle semifinali di Coppa Italia. Due successi in quattro giorni. Due notti nere. Due infortuni che, lungi dal favorire l’Inter, hanno contribuito a rovinarle la stagione.
Per primo arrivò il colpo del Dall’Ara. Bologna-Inter è finita 1-0, rete di Riccardo Orsolini nel recupero, una rovesciata nata da un’azione molto discussa per il servizio di Miranda, avanzata di diversi metri secondo l’interpretazione nerazzurra. Quella sconfitta compromise gravemente la lotta per lo scudetto. Non era una partita minore o una nota a piè di pagina sul calendario. Era uno di quei giorni in cui una Lega cambia proprietà senza che nessuno lo abbia ancora annunciato. L’arbitro di quella partita fu Andrea Colombo, uno dei nomi citati nell’inchiesta per la presunta nomina di un arbitro ritenuto favorevole all’Inter. Il risultato, però, è stato devastante per gli interessi di Inzaghi.
Tre giorni dopo arrivò il derby. Inter-Milansemifinale di ritorno della Coppa Italia. L’arbitro è stato Daniele Doveri, un altro dei nomi che compaiono nelle accuse finora conosciute. Secondo informazioni pubblicate, una delle ipotesi dell’accusa sostiene che la sua nomina avrebbe cercato di sottrarlo ad una possibile fine successiva. Il derby finì 0-3 per il Milan. Una notte senza discussioni di calcio e con punizioni totali per l’Inter, che ha visto come si comporta Coppa Italia e, con essaqualsiasi fantasia di terzine. Se l’accusa parla di arbitri “classificati”, la realtà del tabellone restituisce una fotografia difficilmente calzante: due designazioni sotto sospetto, due sconfitte dolorose, due trofei persi nella stessa settimana.
In casa Inter, secondo la stampa italiana, la reazione è stata un misto di sorpresa, cautela e irritazione. Sorpresa allo scoppio del caso in un momento decisivo della stagione. Prudenza perché l’indagine è in corso e il club ha scelto di non rilasciare alcun comunicato ufficiale. E irritazione perché il nome di Alessandro Bastoni appare nuovamente sotto i riflettori per un’azione del gennaio 2024 contro il Verona, quando il difensore fu accusato di aver dato una gomitata a Ondrej Duda in una partita vinta dall’Inter per 2-1. In quell’azione, il dialogo tra l’arbitro e il VAR lasciò una frase che ora ha riacquistato forza mediatica: “Ma fischia, per l’amor di Dio!” L’episodio, precedente alle principali partite dell’inchiesta, alimenta ancora una volta un rumore che il club ritiene persistente attorno alla propria sede.
La causa non è limitata all’Inter. Uno dei punti più rilevanti del fascicolo riguarda la partita Udinese-Parma del 1 marzo 2025. Secondo informazioni pubblicate dall’AGI e da altri media italiani, la Procura sta indagando se Rocchi abbia indebitamente influenzato una revisione del VAR a causa di un possibile fallo di mano in area. L’ipotesi suggerisce che il designatore avrebbe colpito il vetro della sala del VAR di Lissone per attirare l’attenzione degli arbitri, che hanno finito per consigliare la revisione sul monitor. Il caso ha anche portato nelle indagini sulle testimonianze degli arbitri e nelle indagini sul supervisore del VAR Andrea Gervasoni.
Rocchi si dichiara all’oscuro dei fatti. L’ex arbitro sostiene che difenderà la sua posizione e smantellerà gli atti accusatori, in attesa dell’udienza fissata per il 30 aprile. La sua autosospensione, lungi dallo spegnere il fuoco, ha aumentato la dimensione istituzionale del caso. La situazione pesa tanto da deviare temporaneamente dalla nomina dell’arbitro nel bel mezzo della competizione.
La denuncia che ha aperto la crepa
L’origine del terremoto risiede in una denuncia del Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, la cui lettera avrebbe portato alla riapertura del caso. In questa documentazione compare anche un riferimento che non è passato inosservato in casa Inter: l’ Inter-Roma dal 27 aprile 2025, Una partita in cui, secondo quella denuncia, il VAR non sarebbe stato chiamato a rivedere un eventuale rigore favorevole all’Inter. Un altro episodio che, dal punto di vista nerazzurro, mal si adatta alla tesi del trattamento di favore sistematico. Quell’incontro, situato tra le ferite di Bologna, Milano e il crollo finale della stagione, appartiene a una settimana che il club ricorda ancora come una delle più buie degli ultimi anni.
Il caso esplode con un paragone inevitabile per il calcio spagnolo. In Italia, un designatore dell’arbitro è indagato per presunte nomine di interessati e possibile interferenza nelle decisioni del VAR. In Spagna il caso Negreira continua a essere il grande fantasma di riferimento quando si parla di rapporto tra club, arbitrato e potere istituzionale. La differenza giuridica tra le due faccende è evidente e ogni indagine ha il suo percorso, ma il messaggio di fondo è ancora una volta scomodo per il calcio europeo: il sospetto arbitrale, quando entra dalla porta, contamina tutto.
L’Inter, al momento, non è formalmente accusata. Rocchi è indagato. E le suddette partite, lungi dal procurare un chiaro vantaggio sportivo al club nerazzurro, hanno finito per causare evidenti danni sportivi alla squadra. Inzaghi. L’accusa parla di arbitri favorevoli all’Inter; L’archivio del giornale risponde con sconfitte, titoli persi e una stagione che si è conclusa in una settimana fatale. Adesso si apre una battaglia che non si giocherà né a San Siro, né al Dall’Ara, né nella sala VAR di Lissone. Si giocherà negli uffici della Procura di Milano.
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