Il Como di Cesc Fàbregas ovvero l’arte di saper spendere
2026-09-11 07:46:00 Lettori di JustCalcio.com, vi riportiamo in versione integrale l’ultima notizia sulla serie A pervenuta in redazione:
Chissà se se ne sarà pentito Mirwan Suwarso, presidente di Come il 1907avendo dato il proprio ingresso ad alcuni tifosi storici del club -quelli nati nel 1950 o prima- per permettere a chi segue la squadra da una vita di vivere una giornata storica per la città. è stato perso un’esibizione magistrale dei ragazzi di Cesc Fàbregas, che, nonostante fosse all’esordio nella competizione, ha giocato dal primo minuto con l’autorevolezza di chi sembra vivere da anni le notti di Champions League: Hanno battuto l’RB Lipsia (4-1).
Come il 4-1 dell’RB Lipsia: riepilogo e gol
Anche le tribune dello stadio Sinigaglia erano nuove di zecca. Una volta demolito il vecchio, in soli due mesi è stato costruito il nuovo, un perfetto simbolo di come Il Como sta già avanzando, a tutti i livelli, a un ritmo che poco ha a che vedere con il resto del calcio italiano: in campo, negli uffici e anche sugli spalti.
E così, dalle colline delle Prealpi che si vedono all’orizzonte dello stadio, se solo qualche anno fa potevi osservare una partita della Terza Divisione italiana, oggi, aguzzando un po’ lo sguardo, puoi vedere una delle squadre più glamour d’Europa dominare una partita di Champions League davanti a un pubblico in cui Tifosi di lunga data, coesistono ex leggende come Thierry Henry e Varane -entrambi azionisti del club- e attori di Hollywood disposti a godersi un fine settimana in una villa in riva al lago dopo la partita. Lo spettacolo offerto nella prima serata di Champions è stato degno di un Oscar.
I giocatori del Como festeggiano uno dei gol.
Fin dai primi minuti, senza il minimo complesso o rispetto reverenziale, Il Como ha messo in mostra la sua fortissima identità calcistica e tutti i principi che, in pochi anni, lo hanno reso il progetto più interessante e in più rapida crescita del calcio italiano. Pressing alto e intenso, a cui partecipa tutta la squadra, e, soprattutto, sequenze di lanci di palla da dietro che invitano l’avversario a pressare per poi attaccare lo spazio dietro di sé con corse e movimenti costanti. È soprattutto quando i calciatori si muovono senza palla che il Como diventa un’orchestra pronta ad eseguire una vibrante sinfonia e senza una sola nota stonata.
Il primo gol è firmato Martin Baturina, un mistero durante i primi mesi della scorsa stagione, quando la presenza di Nico Pace Nella sua stessa posizione sembrava chiudergli le porte, ma ha finito per esplodere come falsa ala, pronto a entrare e scambiare continuamente posizione con l’argentino. Il croato riceve palla sulla destra, a 50 metri dalla porta, si sbarazza di due rivali con una finta al corpo, puro movimento di vita e perfetto controllo orientato. Quindi lancia Douvikas allo spazio, che cerca di riportarlo al centro; La palla colpisce Baku e torna a Baturina, che inciampa, si rialza e, con un’altra finta, taglia verso la gamba destra, lasciando seduti due difensori prima di concludere con l’interno. Tre gol e due assist nelle prime quattro partite della stagione: in questo momento è il giocatore più in forma della squadra.
Nico Paz, contro l’RB Lipsia.
Il Como continua a produrre calcio, ritmo e movimenti perfettamente sincronizzati negli spazi. Anche il Lipsia di Demichelis prova a comportarsi come la classica squadra Red Bull che pressa alto e cerca di recuperare subito, ma non riesce a seguire i riferimenti del Como, i cui giocatori si muovono a tutto campo e fanno saltare ancora e ancora le marche rivali.
Gli altri tre gol della serata da sogno del Como sono la migliore rappresentazione possibile del trionfo del gioco collettivo di questa macchina costruita da Cesc Fàbregas. Il secondo arriva da un lancio lungo da dietro: tutto parte da Butez, la squadra circola da una parte all’altra e finalmente trova la sinistra, dove Álex Valle si inserisce e connette con Baturina, il solito illusionista delle finte di corpo. Il croato spinge con l’esterno, si libera dalla pressione e rompe le battute con un gran passaggio verticale verso Douvikas, che guadagna posizione su Lukeba e si definisce alle spalle di Vandervoordt.
E a proposito di storie e di prime volte, Anastasios Douvikas Giocava appena due anni fa nel Celta e probabilmente mai avrebbe immaginato di diventare protagonista di una serata di Champions League. Per lui il Como lo ha pagato 13 milioni di euro, Cesc ha saputo massimizzare le sue virtù e la scorsa stagione ha chiuso con ben 17 gol. Un’altra storia che non può passare inosservata è quella di Luis Milla, prodotto di Getafe de Bordalás. Un calciatore che forse è arrivato alla maturità più tardi del solito e che ha finito per esordire in Champions League a 31 anni. Mentre il resto dei club italiani dormivano, il Como lo ha pagato appena sei milioni. Ieri sera è stato uno dei migliori in campo.
Perrone segna per il Como.
Insomma, Non è semplicemente un club che ha i soldi per prendere alcuni dei migliori talenti sul mercato -molti dei quali spagnoli-. Siamo soprattutto di fronte a un club che ha soldi, sì, ma quello lo spende straordinariamente bene e che poi si occupa di far migliorare ciascuno dei suoi giocatori grazie al lavoro di un allenatore eccezionale come Cesc Fàbregas.
Nella ripresa trova anche il suo momento di gloria. Assane Diao rigenerato, assist di Nico dopo un’altra azione corale del Como: controllo e destro aggiustato sul palo. Questa potrebbe essere la stagione della sua definitiva consacrazione. Gli infortuni dell’ultimo anno sono l’unica cosa che, fino ad ora, gli ha impedito di fare quel salto di qualità capace di trasformarlo in un calciatore di livello internazionale.
E c’era ancora spazio sul tabellone per Maxi Perrone, Nazionale argentino che la scorsa stagione è stato uno dei tre migliori giocatori del Como e che quest’anno esce addirittura dalla panchina. Un dettaglio che fa capire quanto abbia acquisito spessore la rosa costruita da Suwarso e Cesc.
Sei anni fa, dalle fredde tribune del Sinigaglia, lo spettacolo offerto era quello di una partita della Terza Divisione italiana. Oggi investimenti importanti sì, ma soprattutto una pianificazione chirurgica supportata da un progetto sportivo che ha posto al centro un allenatore visionario, Hanno permesso di trasformare quello spettacolo in una partita di Champions League dominata dal Como.
E sai qual è la cosa più emozionante di tutte? Quello Questa Como non ha limiti. Lo status non è più da conquistare: il Como oggi è una delle grandi d’Italia, gioca meglio di chiunque e spende meglio di chiunque. L’unica difficoltà sarà trovare l’ingresso al Sinigaglia. Ce ne sono pochi. Difficile immaginare che Suwarso rinunci di nuovo al suo. Dopo stasera, probabilmente se ne sta già pentendo.
Un caro saluto dalla redazione di JustCalcio.com, sempre a caccia di notizie per tenervi sempre aggiornati sui fatti principali del calcio di casa nostra e non solo.
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