Le chiavi del tracollo del Milan di Modric: le sconfitte fanno ‘paura’ per la Champions League
2026-04-12 10:24:00 Il web è in trepidazione:
San Siro respirare ancora quell’aria scomoda di fine maggio che ha lasciato il segno. Appaiono ricordi mai andati via. Pablo Daniel Osvaldo riappare nella memoria, con quel gol del 2008 che lasciò il Il Milan di Ancelotti fuori del Champions e mette dentro la Fiorentina. Anche Radja Nainggolandecisivo nel 2019 in quell’Inter-Empoli che ha chiuso la strada alla squadra di Gattuso e ha aperto la porta alla vicina nell’ultima giornata. Nell’ambiente rossonero la questione è in atto da giorni, con il timore che la storia si ripeta. Il derby vinto a inizio marzo ci ha permesso di alzare lo sguardo e pensare alla rimonta per lo scudetto. Il calendario dell’Inter ci ha spinto a crederci. Chivu aveva davanti a sé Roma e Como. Ci sono state discussioni. È successo proprio il contrario. La ”Gazzetta dello Sport’ ripercorre i dettagli del suo periodo negativo.
Milan-Sassuolo 2-2: sintesi e gol Serie A (J15)
Il Milan ha perso tre delle ultime quattro partite, quattro delle ultime sette se ci si concentra, e prima di questa striscia positiva non usciva di casa con quel gesto storto dall’esordio contro la Cremonese. Allegri mantiene tre punti sulla Juventus, cinque sul Como, in attesa del posticipo contro l’Inter, e sei sulla Roma. Il vantaggio c’è ancora. I sentimenti raccontano qualcos’altro. Tutti, Roma compresa, sono migliori di questo Milan punito, molle in casa e sempre più esposto a rivali nettamente inferiori. “La posizione in Champions League è a rischio”, ha certificato Allegri.
Il calendario, di per sé, non fa paura. Il dubbio nasce da un’altra parte: nessuno sa quale Milan si presenterà. È riuscito a travolgere l’Inter due volte e poi si è scontrato con quasi tutti i modesti. Domenica visita il Verona e poi c’è Milan-Juve, in programma Domenica 26 aprile ore 20.45, Sassuolo-Milan, Milan-Atalanta, Genoa-Milan e Milan-Cagliari. Il Como deve ancora incontrare Inter e Napoli. La Juventus chiuderà con Fiorentina e Torino, due partite combattute. La Roma ha davanti Atalanta, Bologna, Fiorentina e anche il derby. Ci sono calendari più difficili, sì. Il problema del Milan non è solo il percorso. È così che lo attraversi.
I problemi di Allegri sono sparsi per tutto il campo. C’è stata sfortuna, con la deviazione di Bartesaghi e lo stop di Okoye su Saelemaekers, ma la sconfitta è stata meritata e ha lasciato il segno. In alto non c’è gol nemmeno in tre. Nelle quattro sconfitte degli ultimi due mesi non ha segnato nemmeno una volta. Tra Leao, Nkunku, Pulisic, Füllkrug e Gimenez non esiste alcun riferimento attendibile. Le concessioni sono tornate. Modric e Rabiot non possono sostenere tutto per nove mesi e Saelemaekers mostra segni di usura, lontani dall’impatto dell’autunno, anche se dovrà indossare la tuta da lavoro fino a maggio. In quel paesaggio appare un ricordo scomodo per il tecnico. Nel 2024, quando la Juventus lo espulse a due giornate dalla fine, vinse solo due partite su 15 tra il 27 gennaio e il 12 maggio, contro il Frosinone al 95′ e contro la Fiorentina. È stato un incubo. Al Milan non c’è spazio per ripetersi se vuole tutelare l’obiettivo che Allegri ha ripetuto dall’inizio: quel quarto posto che apre la Champions League e segna una differenza di 30-40 milioni rispetto all’Europa League. Lì c’è in gioco anche il mercato, perché senza la grande Coppa l’estate perde slancio prima di iniziare.
La tabella di marcia prevede l’organizzazione della squadra, oggi dominata dall’ansia. “Dobbiamo tornare ad essere ordinati e lucidi, riportando ordine nella gestione del partito”, ha detto Allegri. Ricci ha insistito sull’idea: “Dimenticare e voltare pagina, compattarci e pensare a tutte le cose belle fatte da inizio stagione”. Il Milan ha bisogno di equilibrio, lucidità e vantaggio in area. La difesa attende il rientro di Gabbia, a disposizione del Verona, e anche il ritorno sulla linea a tre, decisione a cui Allegri è sempre più vicino. Poi ci sono i nomi propri, quelli che devono tirare la squadra quando la palla brucia: Rabiot, Maignan e sicuramente Tomori, pronto al rientro.
Ciò che la fine richiede
Mancano sei giorni e non c’è spazio per le decorazioni. San Siro guarda con sospetto la classifica e la chiusura con il Cagliari comincia a pesare all’orizzonte. Allegri mantiene il vantaggio e resta al comando in quella lotta, ancora favorito per assicurarsi il biglietto Champions League, forse anche il terzo posto. Il margine si è ridotto e la paura è ancora una volta sugli spalti.
Il tecnico lo ha indicato con una frase che suona come un avvertimento generale, con Verona in vista e Milan-Juve all’orizzonte: “Abbiamo giocato come chi ha paura di perdere il proprio gol – ha detto Allegri in conferenza stampa -. Tutti devono sapere che si può raggiungere anche nell’ultimo turno contro il Cagliari”.
Non mancheremo di aggiornarvi in caso di ulteriori sviluppi sulla vicenda.
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