Massimo Mauro: “Alla Juve nessuno ha detto a Elkann ‘prendiamo Modric'”
2025-10-29 10:36:00 Fermi tutti!
Massimo Mauro, ex giocatore della Juventus nella seconda metà degli anni 80 e attuale commentatore, intervistato da Tuttosport parla della crisi dei bianconeri, analizzandone la cause e proponendo delle soluzioni.
Perché di grandi campioni questa Juve ne ha pochini?
“Il livello della Juventus è un livello nel quale non c’è molto spazio per le scommesse, in qualsiasi settore del club, dalla squadra alla dirigenza. Negli ultimi due anni sono arrivati molti giocatori, alcuni anche ottimi, ma tutti scommesse e nessun grande campione. Non ci sono certezze assolute in rosa, giocatori sulle cui spalle caricare la squadra. Sono stati spesi tanti soldi, eppure manca quel tipo di giocatore. Se fossero arrivati, peraltro, si sarebbe anche risparmiato”.
In che senso?
“Chi più spende meno spende. Mi spiego: con tre o quattro campioni di alto spessore, puoi permetterti di mettere intorno a loro giocatori giovani che crescono nel loro esempio o giocatori di medio livello che possono diventare più bravi al loro fianco. E con i campioni puoi certamente aspirare ad andare più avanti in Champions, prendendo così più soldi, e aspirare ai primi posti in campionato. Il nocciolo della questione è mettere in squadra un campione per ogni reparto, ne bastano tre o quattro. E intorno puoi far crescere gli altri, anche i giocatori del settore giovanile che, ultimamente sono emersi, per poi essere inopinatamente venduti, facendo spazio a giocatori che non sono tanto più forti e non hanno lo spirito di appartenenza di chi è nato nella Juve e ha fatto tutta la trafila in bianconero”.
Yildiz è un campione, secondo te?
“Secondo me Yildiz ha i colpi del grande campione, ma non lo è ancora un grande campione. Deve crescere come uomo e come calciatore, ma è logico: ha 20 anni e, in questo momento, è troppo responsabilizzato. Pure la fascia da capitano gli hanno dato! Lo vedo che cerca sempre di strafare, perché sente il peso di dover risolvere sempre lui la situazione, ma non può e non deve essere così. Alla sua età, Del Piero, giocava con Vialli, Baggio, Ravanelli, Conte, Deschamps, Paulo Sousa, Ferrara e da loro imparava e con loro non subiva pressioni. Così da giovane di talento è diventato… Del Piero”.
