“Non dovrebbero esserci problemi a stare qui”

“Non dovrebbero esserci problemi a stare qui”

2026-01-27 23:00:00 Riportiamo fedelmente quest’ultima notizia pubblicata pochi minuti fa sul web, sul giornale iberico Marca:

Aitor Ruibal È uno dei calciatori più importanti del mondo. Betis questa stagione. La sua versatilità è essenziale per Pellegrini risolvere molti dei problemi che la piaga degli infortuni ti ha causato. E anche se ha perso la visita Mendizorrozda domenica scorsa, Il catalano assicura che sarà pronto per giocare questo giovedì contro il Feyenoorduna partita in cui la sua squadra cerca di sigillare il suo posto tra i primi 8 della Lega europea dell’UEFA.

In un’intervista ai media ufficiali del club, Aitor chiarisce la sua intenzione di partecipare alla partita: “Sto bene, Il piano è di poter arrivare giovedì. Oggi ho fatto ancora allenamento individuale, pensando già all’allenamento con la squadra domani e Le cose sono andate bene, quindi, beh, sono io quello che vuole giocare di più a quel gioco.. In linea di principio Non dovrebbero esserci problemi e puoi esserlo“Inoltre il catalano ha analizzato altri aspetti di interesse per la sua squadra.

settimana importante: “Sì, lo diciamo da tempo ormai, che alla fine gennaio e febbraio sono uno dei periodi più importanti che ci siano a livello agonistico, e ancora di più se sei ancora in vita tutti e tre. Settimana chiave perché, alla fine, non solo essere tra i primi otto, ma anche economicamente per il club e potersi togliere due partite dalle spalle, che come noi con le assenze e con tanti minuti per tanti giocatori, è qualcosa di importante”.

Il sostegno dei tifosi: “Sì, assolutamente, so che non falliranno, saranno con noi in ogni momento, qualunque cosa accada. Ma è vero che alla fine, in questi momenti e nei momenti complicati, in molte fasi delle partite, quando ne abbiamo più bisogno, dicendo loro quello che facciamo sempre, quello che già fanno, non c’è nemmeno bisogno di sottolinearlo perché è quello che sanno fare meglio”.

Sostegno contro Elche e Villarreal: “Questo per noi, soprattutto mentalmente, è qualcosa di speciale, qualcosa che ci aiuta molto e che nei momenti duri quando il corpo non tira, quando ci sono 60.000 pazzi che ti tirano, devi correre nonostante tutto.”

Andare avanti nonostante le assenze: “Sì, dobbiamo spingere la macchina, perché è per questo che siamo una squadra numerosa e ognuno dei giocatori merita di essere qui. Ma poi dobbiamo dare il massimo e ottenere risultati, ovviamente”.

La rabbia della gente: “Beh, è comprensibile. La gente si arrabbia perché la sua squadra non vince e noi siamo i primi a voler vincere perché se vince la mia squadra, io sto molto meglio, ovviamente. Ma è vero che ci sono tanti fattori, nessuno dei quali è una scusante, per cui dobbiamo fare ogni partita, ma ci sono tante cose che non possiamo controllare come le assenze, come le trasferte, la stanchezza, i minuti accumulati… Ci sono partite in cui si nota più o meno, ma abbiamo mantenerlo, ecco a cosa serviamo i professionisti e quelli che sono lì lo portano avanti”.

Feyenoord, con opzioni: “Sì, alla fine questo è ciò che ha questo nuovo format, alla fine in qualsiasi momento puoi arrivare lassù, puoi scendere laggiù, possono metterti in un bel pasticcio. Pensiamo di aver avuto un’ottima fase a gironi e alla fine siamo arrivati, non abbiamo ancora nulla di chiaro. Ma la cosa bella del calcio è anche che c’è quell’emozione”.

Il formato dell’Europa League: “Sì, mi piace perché il calcio è spettacolo, divertimento e più ti diverti guardando il calcio, se ti piace davvero il calcio, meglio è. Ovviamente il dottore sarà lì nervoso e smarrito, come noi in campo, ma beh, a me piace, non lo so, è una cosa diversa”.

Migliorare ogni anno a livello individuale: “Ecco, si tratta di questo, di migliorare ogni giorno un po’ di più ed è quello che cerco sempre, quello che dico sempre in ogni allenamento, in ogni partita: dare un po’ di più di me stesso, imparare un po’ di più. Ovviamente anche l’esperienza aiuta, e quando hai giocato abbastanza partite ti sembra di capire un po’ tutto e alla fine attingi anche da quello”.

200 partite con il Betis: “Non così male, spero che ce ne siano altri 200. Sì, molto felice, molto felice perché, lo dico sempre, sono dove voglio e con chi voglio e questo mi rende felice. E poi mentalmente mi fa stare bene e giocare come ho giocato”.

Se glielo avessero detto a Marbella nel 2020: “Niente, perché non ci crederei, non ci crederei. Alla fine di quella partita venne Antonio Cordón e mi disse ‘ragazzo, alla fine rimarrai qui’. E sono molto emozionato di poter appartenere al Betis perché quando vado in prestito due volte so che forse il mio periodo al Real Betis può finire da un momento all’altro. Rivedermi qui sette anni dopo e con 200 partite al mio attivo è bello”.

Lavorare con i giocatori delle giovanili: “Sì, assolutamente, non ho più bisogno di dirti niente, devi solo vedere il mio esempio e vedere come sono cresciuto poco a poco, che ho rispettato il mio ruolo in ogni stagione e ho lavorato di più ogni giorno, senza lamentarmi. E alla fine, a poco a poco, si raccoglie ciò che si semina, o almeno così dicono.”

Messaggio per i tifosi: “Quello che abbiamo detto prima, che le persone che sono con noi moriranno, che lasceremo tutto. In tutte le partite, ma a partire da giovedì, che ne abbiamo bisogno più che mai, che dobbiamo essere tra i primi otto e che ce lo meritiamo e che sono essenziali per noi”.

Temperature altissime dalla Spagna. Ci saranno altri sviluppi? In caso affermativo vi terremo aggiornati come nostro solito!



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