TS – Abete e Lotito contro Malagò, la sfida per la Figc si apre: il presidente Lazio vuole il commissario!
2026-04-13 16:38:00 Arrivano conferme da Tuttosport:
“Serve una ristrutturazione del calcio. Le elezioni vengono indette con la legge 91 del 1981, una legge di 45 anni fa e non va bene”. A dirlo è Claudio Lotito, intervenuto a margine dell’assemblea della Lega calcio Serie A riunitasi lunedì 13 aprile, durante la quale l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò è stato candidato alle elezioni presidenziali della Figc previste per lunedì 22 giugno. Candidatura che non ha però trovato il sostegno di Lazio ed Hellas Verona. Queste le parole del patron biancoceleste, che ha invece rilanciato per la nomina di un commissario: “Non è il nome, il nome non c’entra niente. Se una cosa non funziona, va ristrutturata. C’è una legge istitutiva che è la 91 del 1981, 45 anni fa. Fin quando c’è quella legge, il sistema va ridisegnato tutto. Ci vuole la nomina di un commissario”. Sull’ipotesi commissariamento si è invece detto contrario il presidente del Coni Luciano Buonfiglio: “Commissariamento Figc? Mi auguro non ci siano le condizioni per commissariare. Al momento non ci sono motivi per commissariare la Figc”, ha dichiarato in occasione del Premio Bearzot tenutosi presso la sede del Comitato lo stesso giorno dell’assemblea della Lega Serie A.
Abete: “Chiederò la stessa titolarità di Malagò”
Sull’elezione del prossimo presidente della Federcalcio, è intervenuto anche Giancarlo Abete, numero 1 della Lega Nazionale Dilettanti e ora nuovo candidato alle elezioni. Già presidente Figc dall’aprile 2007 all’agosto 2014 – quando si dimise in seguito all’eliminazione dell’Italia alla fase a gironi del Mondiale in Brasile – Abete ha annunciato la propria candidatura durante la cerimonia del Premio Bearzot. Queste le sue parole: “Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A, cioè di poter – attraverso una condivisione della candidatura – presentarmi seguendo la logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto di caduta sui nomi”. E ancora: “Pensavo sarebbe stato più opportuno un percorso diverso, leggere e valutare il documento Gravina, capire quali tipi di responsabilità ogni componente prendeva nei confronti della Federazione, avere un programma condiviso e poi individuare la persona giusta”.
“C’è stata questa accelerazione con l’investitura di Malagò. Se l’impostazione è questa noi seguiremo la stessa. Ho già convocato gli organi direttivi, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe. Perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l’obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un’unica candidatura. In questo caso non c’è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale”.
