TS – “Alla Juve non puoi vivacchiare, ci sono standard”: a tutto Locatelli tra primi passi, vino e futuro
2026-05-20 19:08:00 Riportiamo quanto pubblicato poco fa da Tuttosport:
La domenica a casa Locatelli
Il capitano della Juve spiega come si vivono le partite a casa sua: “La domenica della mia famiglia è mio papà che cerca sempre di venire allo stadio con mio zio. Mi seguono ovunque, fanno le macchinate. Mia mamma che spera che mio papà va allo stadio cosi può vedere a casa la partita tranquilla, perché se c’è mio papà ci mette troppa agitazione. Avendo due bambini ho anche la responsabilità nei confronti dei bambini. Mia moglie cerca di fargli vedere qualcosa e sicuramente sento il loro sostegno ed e una cosa bella. Una cosa bella quando le cose vanno bene, perché quando le cose vanno male non riesco a sentire i miei genitori perché parleremmo solamente di quello e quindi non ci parliamo“. E cosa avrebbe fatto Manuel Locatelli se non avesse fatto il calciatore? “Se non avessi giocato una volta ho detto che avrei fatto l’investigatore. Mi piacciono i film thriller, i film gialli, quindi magari mi immaginavo di risolvere dei casi. Per fortuna ho fatto il calciatore e mi tengo stretto quello che sono e darò tutto per continuare a farlo (ride ndr)”.
Perché la gente ama il calcio
“Credo che la gente ami il calcio perché è uno sport che possono praticare tutti. La cosa più bella secondo me è vedere i bambini nelle strade giocare. È uno sport che accomuna, perché è uno sport di squadra, genuino, perché poi alla fine si può dire quello che si vuole ma se si arriva a questi livelli è perché uno se lo merita. A chi arriva il consiglio, innanzitutto, è quello di osservare quello che fanno gli altri con calma. Il primo giorno che arrivi capisci dove ti trovi, devi osservare chi c’è qui da più tempo. Io ho avuto degli insegnanti stupendi in questo. Ho avuto Chiellini, ho avuto Bonucci. Non sono solo i giocatori, tantissime volte mi fermo a parlare con i fisioterapisti, con i magazzinieri, con tutte le persone che conoscono l’ambiente. Ti insegnano tantissimo di cosa sia la Juve. Non è un posto dove tu vieni e vivacchi. Non puoi vivacchiare qua. Non c’è tempo di allenarsi una volta bene e una volta male. Un anno e vai via. Devi dare tutto quello che hai. Il top di quello che c’è è quello che ti richiede questa maglia. Questi sono gli standard per stare alla Juventus“.
