TS – “È un predestinato”, Sarri indica il nome. Poi ricorda la prima con Allegri: “Spettacolo pietoso”
2025-11-29 11:33:00 Prendiamo con le pinze l’ultima notizia di Tuttosport:
Questa sera la sua Lazio sfiderà a San Siro il Milan. Maurizio Sarri si è raccontato in una lunga intervista a Storie di Serie A (format della Lega Serie A, disponibibile su app Dazn). Il tecnico ha toccato temi a tutto tondo, dal presente al passato, dalla Lazio al Napoli passando anche per il futuro. Sulla sua carriera: “Ho fatto l’unico mestiere che avrei potuto fare gratis. È una serie di contingenze che ti capitano, non ci vuole così tanto coraggio. Si inizia a scalare le categorie perché ci si ritrova davanti a scelte da fare, e io ho scelto di andare avanti perché in quel momento avevo questa sensazione. Anche se avessi fatto un passo indietro, avrei continuato a fare calcio, perché è una passione che mi diverte. Fatica si fa, certo, ma da quando lo faccio di professione non ho mai avuto la sensazione di andare a lavorare. Questo è un privilegio”. Sull’esordio più emozionante: “A Napoli, la città in cui sono nato. L’esordio è stato pieno di emozioni. La squadra che ho trovato era quella che avevo in mente, con quasi tutti i calciatori al posto giusto per innescare il meccanismo che volevo. È stato un calcio straordinario e divertente, per i calciatori da giocare, per me da allenare e per la gente da guardare. Non abbiamo vinto niente, ma è stato un viaggio bellissimo”.
Sul ritorno alla Lazio
“Sapevo che sarebbe stato un anno impegnativo, e in parte lo è stato molto di più di quanto pensassi. Cinque mesi difficilissimi sotto tutti i punti di vista: mercato chiuso, infortuni a valanga. Sono stati i 5 mesi più difficili della mia vita, ma anche molto divertenti sotto certi punti di vista, perché ho un gruppo che esegue. Le difficoltà sono nostre, dello staff, se condividi troppo diventano un alibi e non bisogna averne”. Sui colleghi allenatori in Serie A: “C’è un bel mix fatto da allenatori di esperienza e di ragazzi che stanno cercando di emergere. Cesc, ad esempio, ha un’intelligenza superiore alla media, grande conoscitore di calcio. Penso sia un predestinato. A me piace molto anche Grosso. Ci sono tanti ragazzi che possono avere un futuro importante”. Sulla passione per il calcio: “Il calcio mi diverte, a patto che ci siano un gruppo disponibile e una cultura del lavoro. Andare a casa la sera e pensare ‘che bello l’allenamento di oggi’ a volte mi dà più gusto che vincere una partita. In questo periodo, stiamo costruendo un bel gruppo sia dal punto di vista umano che caratteriale”.
