TS – “La Juve? Spalletti non doveva pensarci due volte, può fare un altro capolavoro”
2025-11-15 12:06:00 Flash news da TS:
Dal 2018 fa parte dei borghi più belli d’Italia. Un vanto, per il sindaco Paolo Pomponi. Montaione è diventato il centro di gravità permanente della famiglia Spalletti. La dimora dove rifugiarsi per respirare un po’ d’aria buona a debita distanza dal pallone. La vita di Montaione è lenta, il borgo è affollato di persone che girano per strada senza macchina. Qualche metro sopra il paese, la collina domina. Qui c’è la Rimessa, il luogo bucolico per eccellenza di Luciano. Comprò il terreno nel 2009 e pezzo dopo pezzo l’ha reso un gioiellino: ci sono lepri, alpaca, mucche, asini, galline e cerbiatti. In ogni centimetro di terra c’è la mano di Spalletti, che tra bricolage e arte contadina mette la sua manodopera dappertutto. Il primo cittadino Pomponi racconta il più illustre abitante della sua Montaione: «Sono juventino da sempre. E infatti sono già passato da Torino per il derby: che bello vederlo su quella panchina, per me innamorato di Platini. Sono sicuro che abbia preso il treno giusto». A Montaione ci sono alcuni luoghi che Spalletti ama frequentare: per la colazione la tappa d’obbligo è alla pasticceria Filli. In negozio è di casa.
I rituali, i ristoranti e i punti di riferimento
«Il suo è un rituale semplice: caffè e brioche, quando passa di qui», svelano. Tra i ristoranti più frequentati spiccano “Casa Masi” in primis, ma anche “Il caminetto”: la cucina tipica toscana fa gola al mister. Pomponi prosegue nella narrazione di Luciano: «Gli abbiamo sempre voluto bene, è talmente di casa che è persino difficile che in paese gli chiedano foto o autografi. Non fa nulla per nascondersi, vive la comunità in maniera normalissima: gli piace, per esempio, offrire la colazione agli anziani della casa di riposo. Ha sempre un abbraccio per tutti». Poco dopo la sconfitta della Juve di Tudor contro la Lazio, qualcuno aveva già iniziato a stuzzicarlo sulla possibilità di un passaggio a Torino. «Non era assolutamente convinto che l’avrebbero chiamato, ma ci ha sperato. Alla Juve non si dice di no. Noi seguiamo prima Luciano e poi le squadre che allena», ammette Pomponi. La Rimessa è diventato un punto di riferimento per il paese. C’è un aneddoto che spiega anche la generosità di Spalletti. Qualche anno fa era previsto l’arrivo di Luca Zingaretti. Ma il teatro che avrebbe dovuto ospitare l’evento non aveva abbastanza posti per accoglierlo. Così Luciano ha messo a disposizione la Rimessa. Senza chiedere un solo centesimo.
Montaione è sempre casa
In paese, appena lo si nomina, le persone cambiano espressione. Luigi Sambri, Sauro Veracini e Martino Monni, storici amici della famiglia, gli augurano il meglio: «Con lui e con Marcello per noi è sempre stato impossibile pagare. Dobbiamo litigare persino per un caffè». I ritrovi alla Rimessa sono spesso una festa. Lì hanno cantato Bennato e Masini. L’estate scorsa l’ospite d’onore era Gigi Buffon, che ha legato tantissimo con Spalletti in Nazionale. Le ricorrenze coinvolgono da vicino ovviamente l’amata moglie Tamara e i figli Samuele, Federico e Matilde. E anche la cagnetta Diana. Abitano a Milano, ma Montaione è sempre casa. Lì c’è tutta la vita della famiglia, ma anche i ricordi e i progetti. La Rimessa, infatti, è diventata un’azienda: struttura ricettiva, sì, ma spiccano anche vigneti e uliveti. Il più coinvolto nelle dinamiche del micro mondo di Montaione è Andrea Antro. Un dipendente che è diventato parte degli Spalletti. Sintetizza così l’attenzione di Luciano per le persone: «Se gli parlo di qualcosa che mi riguarda da vicino o di un problema in famiglia, mi ascolta. E magari a distanza di giorni si ricorda di un avvenimento che mi riguarda. È capace di chiamarmi anche alla vigilia di una partita importante pur di mostrarmi un reale interesse: Lucio è sempre sveglio. Sempre attento, sul pezzo». Musica per le orecchie della Juve.
