TS – Retegui snobba il Milan: «Al-Qadsiah club più serio»
2025-10-24 11:05:00 Calciomercato tiene banco in queste ore quanto riporta Tuttosport:
Mateo Retegui dal 21 luglio è ufficialmente un giocatore del club arabo Al-Qadsiah. Il centravanti della nazionale ha cominciato bene, ha segnato 3 gol in 5 gare della Saudi League e con gli azzurri ha timbrato il cartellino 5 volte in quattro apparizioni fra settembre e ottobre. Retegui ha lasciato l’Atalanta e l’Italia per 20 milioni di buoni motivi, ovvero l’ingaggio che l’Al-Qadsiah gli verserà per le prossime quattro stagioni. La Dea, invece, ha festeggiato l’ennesimo grande colpo in uscita incassando 68,5 milioni. Cifre che pochi club in Europa potevano permettersi, figurarsi in Serie A. Già, perché Retegui, capocannoniere del campionato ’24-25 con 25 reti, era nel mirino di alcune nostre squadre. Ci aveva pensato la Juventus, se Vlahovic avesse salutato a inizio mercato; ci aveva riflettuto pure il Milan. Anzi, il club rossonero aveva probabilmente fatto più di un ragionamento sull’italoargentino, prototipo del centravanti che il ds Tare e Allegri cercavano a giugno. Proprio il 24 di quel mese, Tare, alla sua presentazione informale col club rossonero, parlò della ricerca di un centravanti «alla Giroud» e smentì diversi nomi abbinati al Milan, da Kean a Osimhen passando per Nunez. Non aprì alla possibilità Vlahovic, ma su Retegui non rispose.
La rivelazione di Retegui sulla scelta dell’Al-Qadsiah
Il problema, però, è che il Milan non fece in tempo neanche ad approcciarsi con l’Atalanta perché intorno al 2-3 luglio cominciarono a circolare i rumors sui primi contatti fra Al-Qadsiah, Dea e Retegui, con il giocatore che di fatto uscì subito dai taccuini rossoneri, con quest’ultimi che alla fine di un tormentato mercato hanno puntato su Nkunku, confermando (per forza…) Gimenez. Del Milan, però, ieri ha parlato proprio Retegui in un’intervista rilasciata al canale “Al Arabiya”. O meglio, il giornalista Battal El Kous, famoso presentatore del programma “Fe Al Marma” – in italiano, “In porta” – , gli ha chiesto come mai in estate avesse scelto l’Al-Qadsiah anziché il Milan. Retegui, grazie alla traduzione di Luca Islam, interprete e produttore, ha così parlato di quanto accaduto: «Sono venuto qui per quello che mi ha detto Carlos (il vice allenatore della squadra, Juan Carlos Mendia, ndr). L’allenatore (lo spagnolo Michel, ndr) mi voleva e mi ha trasmesso la sua volontà. Questo per me è stato molto importante. Per quanto riguarda le trattative con altre squadre, ci sono stati dei contatti e dei piccoli problemi in alcuni dettagli dei contratti, ma l’Al-Qadsiah era più serio».
Retegui risponde a Gravina: “Rispetto la sua opinione, ma…”
Insomma, è probabile che una volta entrato in scena il club arabo ci sia stato poco da fare per chiunque abbia avvicinato l’entourage di Retegui. Le cifre in ballo erano troppo alte e un club come il Milan, che ha un tetto agli ingaggi intorno ai 4.5-5 milioni (solo Leao lo supera arrivando a 7), non ha potuto andare oltre un sondaggio esplorativo. Retegui è stato stuzzicato anche sulle parole del presidente federale Gabriele Gravina che il 10 luglio, quando ormai era evidente che il giocatore sarebbe andato in Arabia, si era così espresso sul trasferimento: «Mateo è un calciatore fondamentale della nazionale, dispiace perdere dei ragazzi che in questo momento davano un apporto significativo alla maglia azzurra. Questo è l’effetto della globalizzazione, è uno degli aspetti negativi, non riusciamo a fronteggiare o porre paletti». Retegui è stato diplomatico: «Rispetto l’opinione del presidente della Federcalcio. Ho un buon rapporto con lui, così come con l’allenatore (Gattuso, ndr). Tuttavia, non voglio parlare di questa situazione, perché le mie affermazioni potrebbero essere distorte».
