TS – “Sento i ragazzi, ecco che pensano di Spalletti. Chiellini ha un sogno…”
2026-01-24 13:46:00 Prendiamo con le pinze l’ultima notizia di TS:
Torino la città che, dal 2010, è diventata casa per Leonardo Bonucci. L’ex difensore della nazionale e della Juventus, oggi parte dello staff tecnico azzurro, è il protagonista del nuovo episodio di Legends Road, in collaborazione tra Serie A e Dazn. Un momento in cui Leo si è raccontato tra mille sfaccettature in un passato glorioso, ma con qualche episodio particolare, e un presente in cui ha ben chiaro quel che vuole essere. Poi anche un pensiero sul grande amico Chiellini e l’attuale allenatore bianconero Spalletti, nel mezzo anche la lite con Allegri e il rapporto di “amore e odio” con Conte. E il tutto parte subito con una battuta scherzosa sul ritardo di Pardo, giornalista con cui ha avuto modo di fare questa intensa chiacchierata: “10 minuti di ritardo sai quanto corrispondevano a multe nello spogliatoio? Meglio che non te lo dico…”.
“Torino è casa, grazie alla Juve”
Bonucci parte proprio da Torino a raccontarsi: “È diventata casa dal 2010 in poi… la prima casa comprata era nel 2012 e già lì avevamo deciso di rimanerci qualunque strada avesse preso la mia carriera. Qui si sta benissimo, ringrazio soprattutto la Juventus per avermi portato qui perché ho scoperto una città bellissima, dove si sta benissimo, anche mia moglie e i miei figli stanno bene qua. Mio figlio tifoso del Torino? No, sono tutti della Juventus. Rimane rispettoso, quello sicuro. Lui ha fatto questa scelta da piccolo per Belotti e perché uno dei suoi migliori amichetti ha la famiglia granata e il nonno era l’ex presidente, quindi quando andava a casa sua erano tutti con la maglia del Toro. L’arrivo di Ronaldo alla Juve ha inciso a fargli cambiare idea. I miei figli l’hanno conosciuto anche se i due maschi più grandi erano ancora timidi. Hanno la foto con lui perché ho insistito io”.
Il rapporto con Conte e quel Juve-Napoli…
L’ex difensore parla poi del rapporto con Conte: “Antonio ovviamente ha un posto a parte nel mio cuore, per me è stato fondamentale. Ha svoltato la mia carriera con il suo arrivo alla Juventus, anche se alla fine anche con lui è stato, all’inizio ma anche durante, amore e odio. La cosa che lui mi ha migliorato più di tutte sono le marcature preventive. Prima di lui erano termini e posizioni che non avevo mai attenzionato. Mi ha insegnato a prevenire i problemi e quello è stato fondamentale, perché poi non ti mollava un attimo. La differenza di un allenatore poi è il modo in cui le trasmette che ti porta a pensare che possa esistere soltanto quel modo perché lui ci crede al 100%. Questa è stata la sua arma vincente: la mentalità che ha dato a tutte le sue squadre, lo spirito di sacrificio, la voglia di lavorare, di sudare”. E poi sottolinea: “La partita in cui è cambiata la storia della Juventus è stata quella con il Napoli dove abbiamo giocato con quel 3-5-2, provato in due giorni di allenamento allla Borghesiana. Lui l’ha preparata così e in campo poi le cose studiate si sono verificate. Partita finita 3-3, se non ricordo male, dove facemmo degli errori ma quel che provavamo in qualche occasione riusciva. Da lì in avanti poi è stato un crescendo“.
