TS – Zaniolo-Juve, perché è possibile: la situazione con l’Udinese e la concorrenza da battere
2026-06-28 08:15:00 Prendiamo con le pinze l’ultima notizia di Tuttosport:
Nicolò Zaniolo può diventare l’uomo copertina del mercato. Almeno da adesso in avanti, visto che si sono chiusi due tormentoni come Palestra e Nico Paz. La situazione in questo momento è ancora avvolta da nuvoloni scuri, ma c’è una certezza: l’entourage del giocatore e l’Udinese, club proprietario del cartellino del trequartista, parlano due lingue completamente diverse. Il nodo ingaggio, infatti, continua ad imperversare: Zaniolo ha uno stipendio da circa 1,2 milioni di euro a stagione. Un accordo raggiunto l’anno scorso in extremis, quando l’Udinese ha scelto di prenderlo in prestito con diritto di riscatto dal Galatasaray sul gong della sessione estiva. L’accordo sull’anno seguente, però, era vincolato ad una promessa non scritta e prevedeva un sensibile aumento dell’ingaggio nel caso in cui la stagione avesse preso una piega giusta. Zaniolo è stato uno degli uomini di punta del campionato dei friulani: 5 gol e 5 assist, alcune grandi prestazioni anche contro le big e un senso di leadership tecnica che sembrava aver perso negli ultimi anni sparsi tra Aston Villa, Fiorentina, Atalanta e Galatasaray.
Nodo ingaggio: distanza totale tra Zaniolo e Udinese
Già prima del riscatto del cartellino da parte dell’Udinese, Zaniolo ha tentato un approccio con l’Udinese per l’adeguamento dell’ingaggio, con l’intento di portarlo a quasi 2 milioni di euro a stagione. Niente da fare. Ma i friulani, pur nel bel mezzo delle frizioni con l’entourage del giocatore, hanno scelto comunque di riscattarlo a 5 milioni, lasciando però ai turchi il 50% sulla rivendita. Da quel passaggio non è cambiato nulla: Zaniolo è fermo sulla volontà di cambiare le cifre dell’accordo salariale, l’Udinese va avanti per la propria strada senza colpo ferire. C’è una distanza importantissima che difficilmente potrà essere colmata prima del ritiro estivo: la squadra di Kosta Runjaić si raduna il 6 luglio con un caso potenzialmente esplosivo da gestire. E la rottura, passo dopo passo, si avvicina senza una nuova intesa.
