Tuttosport – Chi rischia la panchina nella Juve e perché: l’all-in di Spalletti contro il Napoli

Tuttosport – Chi rischia la panchina nella Juve e perché: l’all-in di Spalletti contro il Napoli

2026-11-01 13:22:00 Continuano i commenti sui social a seguito dell’ultima notizia riportata da Tuttosport:


Insistere col 3-5-2 oppure rimodellare ancora una volta l’assetto per mettersi a specchio e giocarsi tutte le cartucce fin dal primo minuto? Nel dubbio, Spalletti sembrerebbe orientato a optare per una via intermedia, promuovendo una serie di giocatori che sulla carta – per compiti e responsabilità – potranno andare a interpretarli entrambi a gara in corso. Con buna pace per Andrea Cambiaso, Federico Gatti e Kerim Alajbegovic, che dovrebbero accomodarsi in panchina, in favore di Lloyd Kelly, Teun Koopmeiners e Nick Woltemade. Il primo, in un ruolo inedito: quello di terzino sinistro. In fase di possesso, s’intende. Perché è probabile invece che la Juve difenderà a cinque dietro con Bremer e Lucumi a completare il trio difensivo, oltre alla coppia a tutta fascia composta da McKennie e Kalulu. L’americano, quando ci sarà da attaccare, è probabile invece che torni a muoversi da trequartista alle spalle delle due punte. Sulla falsariga di quanto fatto al Via Del Mare contro il Lecce, dove era tornato a inscenare timidi segnali di ripresa, dopo un avvio stagionale tutt’altro che esaltante. Spetteranno a lui i compiti di raccordo tra l’attacco – dove dovremmo rivedere dal primo Kolo Muani insieme con Woltemade – e la mediana, composta da Sarr, Douglas Luiz e Koopmeiners. L’unico reparto che non dovrebbe vedere particolari mutamenti a gara in corso, sia che si giochi col 3-5-2 che con il 4-3-2-1.

L’all-in di Spalletti

Una manciata di fiches dal proprio lato del tavolo. Quanto basta per un’ultima puntata nell’economia del Black Jack bianconero. Per Luciano Spalletti il ritiro obbligatorio disposto nella mattinata di giovedì a tutto il gruppo squadra – in vista del big match di stasera col Napoli – assomiglia proprio a un all-in. Anzitutto perché ha scelto di sconfessare il principio della “prigione mentale”, a cui aveva alluso nel finale della passata stagione. E poi perché si tratta dell’unico espediente che, fin qui, non ha mai voluto percorrere, nel tentativo di restituire una dimensione dignitosa alla sua Juventus. Non è bastato il cambio di modulo. La rotazione di determinati interpreti. E nemmeno il denso brainstorming concesso ai vari membri del gruppo squadra nel corso della passata settimana. Del resto, inutile continuare a battere ininterrottamente sulla tattica quando a mancare sono determinati valori. La fame, l’attitudine al sacrificarsi per un compagno, la voglia di imboccare il tunnel degli spogliatoi sfiniti. Con le gambe tremolanti. Consci di aver dato tutto. Ecco, per ritrovare quel “tutto” a scendere in campo al fianco del tecnico è stato l’ad Carnevali. Diretto e spietato nel ribadire ai naviganti che alla Juventus certe figuracce non si possono più accettare.



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