Tuttosport – “Ho messo la Juve sopra il Bayern”: Yildiz, lo stile e il desiderio, “ecco come voglio essere ricordato”
2026-06-02 19:08:00 Fioccano commenti e discussioni a causa dell’ultima news di TS:
Kenan Yildiz, in campo e fuori. Dai lati più personali a quelli di campo, fino all’emozione del Mondiale: il punto fermo della Juve si è raccontato in una lunga intervista a GQ Turchia senza peli sulla lingua. Ovviamente diversi i passaggi a tinte bianconere: dall’emozione di indossare un numero iconico come il 10 allo stile che da sempre contraddistingue il club. Ma tanto si è parlato anche della Coppa del Mondo che si appresta a giocare con la Turchia di Vincenzo Montella e di cui sarà uno dei baluardi.
Juve e Turchia, Yildiz: “Neanche nei sogni…”
Oggi Yildiz veste la maglia numero 10 della Juventus ed è stato uno dei giocatori chiave per il ritorno al Mondiale della Turchia: se lo sarebbe mai immaginato? “Da bambino sognavo solo di diventare un calciatore famoso e di giocare a calcio ai massimi livelli. Ma la realtà che vivo oggi è ancora più bella dei miei sogni d’infanzia“. A proposito del suo passato: nato Germania, scelto Nazionale turca e oggi rappresenta presente e futuro della Juve in Italia: “La Germania è il paese in cui sono nato e cresciuto, dove ho imparato la disciplina, l’ordine e l’etica del lavoro. La Turchia, invece, la porto nel cuore: è il paese di mio padre, la nazionale che ho scelto e la terra che mi fa sentire sempre apprezzato e mi dà un senso di appartenenza. L’Italia, e in particolare Torino, è il luogo in cui oggi sono maturato sia come persona che come calciatore. Oggi mi sento a casa in tutti e tre i paesi. Perché la mia famiglia mi è sempre vicina“.
Il numero 10 bianconero
Il discorso si sposta principalmente sulla Juve. Kenan il numero 10 bianconero, che ha un peso culturale che va oltre il calcio. Cosa significa per lui quella maglia dal punto di vista personale? La risposta è chiara: “Il numero 10 alla Juventus non è una maglia qualsiasi. Lo capisci fin dal primo momento, perché conosci la storia del club e i giocatori che l’hanno indossata prima di te. Per me è un grande onore e una grande responsabilità. Onestamente, non voglio pensare continuamente al peso di quella maglia. Perché alla fine della giornata devo essere in campo, giocare il mio calcio e dare il mio contributo alla squadra. Ma allo stesso tempo sono consapevole di una cosa: quando indossi quella maglia, devi sempre dare qualcosa in più per il club, i tifosi e tutti coloro che credono in te“.
