Tuttosport – Thiago Motta-Napoli, Canovi dice tutto: “In contatto con De Laurentiis già nel 2023. Juve? Il problema era…”
2026-04-08 17:13:00 Riportiamo quanto pubblicato poco fa da TS:
“Per sapere se c’è il gradimento di Thiago bisognerebbe chiederlo a Thiago. Onestamente non ci ho parlato, anche perché poi l’agente è mio figlio”. A dirlo è Dario Canovi, padre di Alessandro, agente dell’ex allenatore di Bologna e Juventus Thiago Motta. Il nome del tecnico è infatti tornato a circolare a seguito delle indiscrezioni che vorrebbero Antonio Conte liberarsi dal Napoli con la benedizione di Aurelio De Laurentiis, per tornare sulla panchina dell’Italia facendosi carico della missione di riportare la Nazionale sul pianeta calcio dopo 16 anni (almeno si spera) di cammino nel deserto. Uscito con le ossa rotte dalla Continassa, Motta potrebbe tornare ad allenare dopo l’esonero del 23 marzo 2025 ripartendo da Castel Volturno. Questo almeno è lo scenario maturato nei giorni successivi al repulisti post Zenica, con l’altro ex Juve a Coverciano e l’italo-brasiliano a raccoglierne l’eredità nonostante il pessimo ricordo lasciato dalla sua ultima esperienza a bordocampo.
Canovi: “Quel contatto Motta-ADL del 2023”
Così il padre dell’agente di Motta, che ha risposto sul contatto fra ADL e Motta nell’estate del 2023: “È chiaro che Napoli è una grande società, una grande squadra, però non c’è assolutamente nulla di concreto. Io e mio figlio non abbiamo sentito nessuno, ma sicuramente neanche Thiago, perché altrimenti ci avrebbe avvisato. Nell’estate 2023 ci fu un contatto tra De Laurentiis e Thiago, però non c’era un’occasione e una situazione per fare un accordo. Niente di straordinario, erano uno dei tanti contatti che De Laurentiis ha avuto per trovare un nuovo allenatore. Cosa non ha funzionato alla Juve? Probabilmente non tutti gradivano la sua presenza, soprattutto fuori dalla società. C’era grande amore per Allegri e l’arrivo di Thiago è stato interpretato come un tradimento. Non per colpa sua, ma chi ne ha pagato le conseguenze è stato lui. Se andiamo a vedere i risultati, in quel periodo avrebbe potuto battere anche grandi squadre. Credo che il problema sia stato l’ambiente, che non era pronto ad accoglierlo”.
