Corriere dello Sport – Juve, un mercato da incubo: David e Openda e non solo… tutti i flop degli ultimi anni

Corriere dello Sport – Juve, un mercato da incubo: David e Openda e non solo… tutti i flop degli ultimi anni

2026-05-20 08:07:00 Fioccano commenti e discussioni a causa dell’ultima news del CdS:


Tanta spesa, quasi nessuna resa. Oltre mezzo miliardo di euro investito nelle ultime cinque stagioni e un saldo negativo di oltre 256 milioni delle sessioni di mercato senza riuscire a uscire dalla mediocrità e dal basso profilo. Un terzo posto come migliore risultato, nel 2023-24, due quarti posti (2021-22 e 2024-25) e un settimo causa penalizzazione nel 2022-23. Ora la storia potrebbe anche finire peggio perché, a meno di miracoli nell’ultima giornata di campionato, la Juve non riuscirà a centrare l’obiettivo minimo e vitale per il bilancio della qualificazione alla prossima Champions League. E allora lo sguardo va soprattutto sulle ultime due sessioni di mercato estive firmate dall’ex ds Cristiano Giuntoli (2024-25) e dall’attuale amministratore delegato, Damien Comolli (2025-26) perché sono quelle in cui sono arrivate le delusioni peggiori che continueranno a ripercuotersi sui conti del club. Il che fa traballare la posizione di Comolli. Acquisti azzeccati? Sicuramente Kalulu, strappato al Milan per 17 milionie uno dei migliori quest’anno. Ma pure Conceiçao (40 milioni dal Porto), Khéphren Thuram (20,6 milioni dal Nizza) e in parte Kelly (24 milioni dal Newcastle) si sono fatti apprezzare. 

Il mercato flop della Juve: che cifre

Per il resto bisogna aprire il vocabolario alla voce flop. Gran parte dei colpi dell’ultimo biennio ha tradito le attese, non ha reso nel modo auspicato e si sono trasformati in un boomerang per il bilancio. Giocatori difficili da piazzare nuovamente sul mercato e quindi ceduti soltanto in prestito – Nico Gonzalez, pagato 33 milioni, ora all’Atletico Madrid, e Douglas Luiz, costato 50 milioni e tornato all’Aston Villa – o ancora in rosa, come Koopmeiners. Il caso dell’olandese rimane il più eclatante: un investimento da 60,7 milioni (tra parte fissa, bonus e oneri accessori) che non ha reso alcunché: 7 gol in 88 presenze. Koop non è mai stato il valore aggiunto sperato, non si è mai espresso ai livelli dell’Atalanta e non ha mai trovato continuità, anonimo e impalpabile, nonostante la fiducia ampia garantitagli da Thiago Motta, Tudor e Spalletti. Dopo due stagioni, non è più un intoccabile ma per un addio servono 30-35 milioni per evitare una minusvalenza. Decisamente complicato. Così come non sarà semplice risolvere il doppio nodo di Nico Gonzalez e Douglas Luiz che rientreranno dai prestiti (per l’argentino, in ogni caso, si cerca la quadra con i Colchoneros). Di Gregorio è naufragato in questa stagione diventata disastrosa, Cabal è scomparso dai radar dopo il rosso contro il Galatasaray che è costato in pratica l’eliminazione dalla Champions di quest’anno, Alberto Costa (ora super al Porto) è stato scambiato con la meteora João Mario, mentre Adzic è un diamante ancora grezzo. Ulteriori ed enormi problemi sono arrivati con gli acquisti firmati Comolli: David (svincolato ma pagato 12 milioni di commissioni), Zhegrova, fantasista quasi sempre fantasma (15,5 milioni dal Lille) e Openda, il capolavoro al contrario, pagato 44 milioni al Lipsia per ottenere la miseria di due gol. Errori e orrori di mercato che adesso presentano il conto. Salatissimo. 

 


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