I ricordi bui di Roberto Baggio, leggenda italiana: “Ho detto a mia madre ‘se mi ami, uccidimi'”
2026-05-10 11:58:00 Ecco quanto riportato poco fa, dalla Spagna, precisamente su Marca:
Roberto Baggio, Leggenda del calcio italiano, racconta la sua vita in un’ampia intervista in occasione della pubblicazione del suo libro Luce nell’oscuritàchiacchierando con Corriere della Sera. La conversazione inizia a Pasadena, nel Coppa del Mondo 1994, Dove Ha sbagliato il rigore decisivo nella finale contro il Brasile.
Quell’episodio continua a segnare la sua memoria: “Mi sentivo in colpa con tutti gli italiani. Volevo sparire. “È stata una vergogna infinita, una di quelle cose che ti restano dentro per sempre.”. Con il passare del tempo, però, afferma che la ferita non scompare del tutto: “Con gli anni impari a conviverci, ma non è qualcosa di completamente chiusoAncora oggi continua a tormentarlo nella sua mente: “Quella palla per me è ancora sospesa in un posto difficile da spiegare a parole. A volte mi sveglio anche nel letto, immagino che il ticchettio… e mi addormento”.
Il rigore sbagliato contro il Brasile è stato un peccato infinito, una di quelle cose che ti restano per sempre
La fase dei suoi infortuni ha segnato profondamente anche il suo rapporto con il calcio e con il denaro. Baggio si infortunò al crociato nel maggio 1985 poco dopo aver formalizzato la sua firma per il Fiorentina proveniente da Vicenza e ora lo ricorda ancora: “Siamo andati a Saint-Étienne con la vecchia Ford di famiglia. Dodici ore di viaggio in silenzio: era il terrore di non giocare mai più. Quando mi sono svegliato dall’anestesia urlavo di dolore. Non potevo prendere antidolorifici. Ho detto a mia madre: ‘Se mi ami, uccidimi’”. Durante la convalescenza rifiutò addirittura lo stipendio: “Ho tenuto gli assegni della Fiorentina perché mi vergognavo di incassare senza poter giocare. Per me il lavoro è sempre stato legato alla dignità.”
Il rigore sbagliato contro il Brasile nei Mondiali del 94 che segnò la carriera di Baggio
Questa grave lesione richiese un intervento complicato, in anni in cui la tecnologia medica non disponeva ancora delle risorse di oggi, con il perforando la tibia e utilizzando 200 suture interne, ha ricordato l’ex giocatore italiano. Per Baggio è l’inizio di un calvario di infortuni, con problemi al menisco e al tendine del ginocchio destro e un nuova frattura del crociato, questa volta a sinistra, subita nel 2002 quando era tesserato per il Brescia.
Rifugio nel Buddismo
Ad un altro livello, Baggio riflette sulla fede, sul suo mondo interiore e su come questo lo abbia aiutato nella sua fase professionale. “Credo nella forza che ogni persona porta dentro, anche quando non la vede”, sottolinea, allontanandosi da un’idea di divinità esterna. “Non penso a un Dio che decide per noi, ma a una forza interiore che va scoperta e curata.“ha aggiunto.
In questo percorso, il Buddismo è stato fondamentale: ““È stato il mio rifugio, mi ha formato come persona, mi ha aiutato a lavorare su aspetti del mio carattere a cui prima non prestavo attenzione.” E ne riassume chiaramente l’impatto: ““Mi ha dato la forza quando ne avevo più bisogno e il coraggio di non arrendermi mai.”
E questo è davvero tutto dalla redazione di JustCalcio.com.
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