Pochi incontri internazionali entusiasmano come uno scontro tra Inghilterra e Argentina.
La rivalità è stata alimentata da una serie di incidenti sul campo, come il controverso vincitore dell’Inghilterra di Geoff Hurst alla Coppa del Mondo del 1966 e poi il gol della Mano di Dio di Diego Maradona due decenni dopo, due partite classiche che hanno intrecciato la Guerra delle Falkland tra le due nazioni.
Insieme a questi scontri c’è lo scontro degli ottavi di finale di Francia 98 che ha visto un classico gol di Michael Owen, un colpo di testa nel finale di Sol Campbell annullato e una fin troppo prevedibile sconfitta dell’Inghilterra su rigore.
Zanetti sull’espulsione di Beckham
L’altro incidente importante quella sera a Saint-Etienne è stato il cartellino rosso di David Beckham, dopo che l’ex giocatore del Manchester United, che giaceva a faccia in giù sul pavimento dopo aver subito un fallo, ha tirato una gamba contro Diego Simeone.
L’ex leggenda dell’Inter Javier Zanetti era nella formazione titolare quel giorno e ha tentato di bloccare tutto il rumore esterno.
“La rivalità con l’Inghilterra ha origini antiche e va oltre il calcio, ma nello spogliatoio mettiamo da parte quel contesto sociale”, racconta QuattroQuattroDue. “Vincere è stato fondamentale: era un Mondiale e non c’era margine di errore. Era tutto o niente”.
La partita è iniziata rapidamente, con Gabriel Batistuta e Alan Shearer che hanno segnato entrambi i rigori nei primi dieci minuti.
“Se fosse esistito il VAR, sarebbero stati rivisti entrambi e l’arbitro avrebbe corretto la sua decisione”, ritiene Zanetti. “Ha sbagliato entrambi, ma era un’epoca diversa e non avevamo altra scelta che rispettare le sue chiamate”.
Dopo il gol miracoloso di Owen, è stato lo stesso terzino destro a pareggiare i conti nel recupero del primo tempo con una routine di calci di punizione ben collaudata.
“È stata una mossa studiata e provata”, ricorda. “Siamo arrivati in Francia e fin dal primo allenamento l’allenatore Daniel Passarella mi ha detto: “Se avremo un’occasione in questa posizione, ci proverai tu”. L’abbiamo provato più e più volte durante gli allenamenti, ma non è mai riuscito a realizzarsi fino al momento decisivo contro l’Inghilterra”.
Ciò ha ispirato una memorabile celebrazione del gol di Zanetti, che ha indicato la sua gamba sinistra dopo aver visto il suo tiro entrare.
“Sono rimasto sorpreso dal mio finale, non è stato con il mio piede più forte. È stato un momento unico: tutto è andato alla perfezione e ho piazzato la palla in un angolo impossibile per David Seaman. L’intenzione originale era di colpire con il piede destro, ma ho preso un tocco squisito che ha posizionato la palla perfettamente per il mio sinistro. È stato indimenticabile”.
Il cartellino rosso di Beckham è forse l’immagine più duratura di quella partita, con il centrocampista dei Tre Leoni che dovrà lavorare instancabilmente per i prossimi tre anni per riconquistare il cuore dei tifosi inglesi.
“Tutto è avvenuto molto velocemente”, ricorda Zanetti. “Beckham ha reagito ad un fallo di Simeone, ma non si è accorto che l’arbitro era a pochi metri. Ha lasciato dentro la gamba, ma non c’è stato un vero contatto. Va detto che non c’era aggressività e non doveva essere espulso. Il cartellino rosso era eccessivo, anche se Simeone era intelligente. Aveva un tocco da streetwise”.
