TS – Manninger, quella notte al Bernabeu, la vocazione da falegname, l’amicizia con Buffon e Del Piero

TS – Manninger, quella notte al Bernabeu, la vocazione da falegname, l’amicizia con Buffon e Del Piero

2026-04-16 16:33:00 Fioccano commenti e discussioni a causa dell’ultima news di TS:


TORINO – La precisione e la maniacalità per le regole era tutta austriaca, l’umanità era stata invece contagiata da tratti più mediterranei, così Alex Manninger era diventato, prima ancora che un apprezzato portiere, una persona amatissima in tutte le squadre che ha frequentato. Non una carriera folgorante, spesso da secondo, ma con quattro stagioni nell’Arsenal di Wenger (una Premier e una FA Cup) e quattro nella Juventus, intercettando il primo scudetto del ciclo dei nove. Sempre stimato, sempre nel cuore dei compagni e degli allenatori che lo consideravano affidabile in ogni situazione.

La stima di Conte 

Conte, quando era arrivato alla Juve, lo aveva trovato come vice di Buffon ed era felicissimo («Lo volevo fin da quando allenavo il Siena, è un portiere tecnico e ha grande visione di gioco», disse in una delle prime conferenze). Manninger era lì da un po’: lo aveva preso Alessio Secco nel 2008, per fare da secondo a Buffon, con un’abile operazione, per evitare che il Salisburgo chiedesse troppo, vedendo muoversi la Juventus. Poi Buffon aveva perso i primi tre mesi di stagione per un problema agli adduttori e Manninger era diventato titolare, mostrando grande sicurezza anche in Champions League.

Quella notte al Bernabeu

È proprio Manninger, infatti, il portiere della più improbabile vittoria della Juve al Bernabeu contro il Real, quella resa immortale dalla doppietta di Del Piero (con annessa standing ovation, Maradona compreso), ma che si può ricordare per una formazione non esattamente irresistibile, considerato l’avversario. Manninger in porta, appunto, poi una difesa con Mellberg, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Marchionni, Sissoko, Tiago, Nedved a centrocampo; Del Piero e Amauri in attacco. Nella pagella di quella partita un bellissimo riassunto di cos’era Manninger: «L’assenza di Buffon in questa delicatissima parte di stagione non si è sentita, una gran bella medaglia da esibire».

L’amicizia con Buffon e Del Piero

E Manninger ha, invece, sempre esibito la stima e l’amicizia di Buffon stesso, con il quale aveva stretto un bellissimo rapporto, nato nei lunghi allenamenti insieme, durante cercava di rubare a Gigi qualcosa del suo immenso talento. E, a proposito di leggende, anche Del Piero era diventato un suo amico: Manninger era sempre a disposizione per gli allenamenti balistici di Alex a fine seduta, così tra una scommessa sui rigori e una sulle punizioni (di norma vinceva Del Piero), tra due si era creato un rapporto, allungato dalla comune passione per il golf.

Falegname e pescatore

Manninger, che aveva giocato (poco) anche nel Toro, aveva finito la sua carriera nel Liverpool (stagione 2016-17), senza giocare una partita, ma richiesto personalmente da Klopp che lo apprezzava da tempo. Aveva lasciato il calcio, con il quale aveva sporadici contatti. Stava costruendosi personalmente una casa tra le alpi austriache, mettendo in pratica quello che da hobby era diventato quasi un lavoro: la falegnameria. I contatti con la natura e la pace: cercava quello anche nell’ultimo giorno della sua vita. Stava andando a pescare quando la sua auto è stata travolta da un treno, lasciando senza fiato i compagni, gli allenatori e i dirigenti che lo hanno conosciuto e amato.



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